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Il subentro luce e gas non è la voltura: scopri la differenza, i documenti necessari e i tempi di attivazione. Con i costi reali aggiornati, anche nei casi più particolari.

💡 Il subentro luce e gas è l'operazione che riattiva la fornitura di energia elettrica o di gas naturale su un contatore chiuso, sigillato o disattivato dal precedente intestatario. Non cambia il nome sul vecchio contratto: apre una fornitura nuova sullo stesso contatore. Serve tipicamente quando ti trasferisci in un immobile dove il contatore c'è fisicamente, ma la fornitura risulta cessata.
È diverso dalla voltura, che invece lascia il contratto sempre attivo e cambia solo il titolare. Il subentro — a volte chiamato anche subentro utenze luce e gas, quando riguarda entrambe le forniture di un nuovo immobile — comporta sempre una riattivazione. Puoi richiederlo solo per la luce, solo per il gas, oppure per entrambe insieme, e scegliere liberamente fornitore e offerta: nessun vincolo verso chi serviva l'immobile prima di te.
Il modo più veloce è guardare la levetta del contatore. Se la sollevi e questa resta abbassata, la fornitura risulta interrotta: è il segnale che devi richiedere il subentro, non la voltura. Con il gas il controllo visivo è meno immediato, ma vale lo stesso principio: contatore fermo o sigillato significa fornitura da riattivare. Fare questo controllo prima di contattare un fornitore evita di avviare la pratica sbagliata.
È il nuovo intestatario a occuparsene, non chi lascia l'immobile. In pratica tocca al nuovo inquilino o proprietario avviare la pratica — quello che a volte si cerca online anche come "luce e gas subentro" — perché è lui a prendere possesso dell'utenza dopo il trasferimento.
Vuol dire che il contratto precedente è cessato, non che il contatore è stato rimosso. Il misuratore resta fisicamente installato nell'immobile, ma il distributore ne ha interrotto l'alimentazione perché il vecchio intestatario ha chiuso il contratto. È lo scenario tipico del subentro: l'impianto c'è, la fornitura no.
Il contatore chiuso non implica di per sé una situazione problematica: è semplicemente la condizione che rende necessaria una nuova attivazione, quella che il subentro esegue mantenendo lo stesso punto di consegna già installato.
⚠️ Le fonti disponibili non descrivono una procedura specifica per questo caso. Tra i materiali analizzati non risulta un iter distinto dedicato al decesso del precedente intestatario: la richiesta segue lo stesso percorso generale visto sopra, avviato dal nuovo intestatario dell'immobile.
Se ti trovi in questa situazione, la scelta più sicura è contattare direttamente il servizio clienti del fornitore che vuoi scegliere: saprà indicarti se servono documenti aggiuntivi rispetto al caso standard, un aspetto che le fonti non descrivono in modo uniforme.
La differenza sta nella continuità della fornitura. Nella voltura il contratto resta sempre attivo: cambia solo il nome di chi lo intesta, mentre l'energia continua a scorrere senza interruzioni. Nel subentro, invece, la fornitura è già stata interrotta e va riattivata da zero sullo stesso contatore.
È una distinzione che conta perché decide quale pratica avviare: se il contatore funziona ancora e cambia solo chi paga, è voltura; se il contatore è chiuso o sigillato, serve il subentro. Confondere le due pratiche fa solo perdere tempo con il fornitore.
Sì, cambia in modo netto. Nel subentro il venditore non può addebitarti i debiti del precedente intestatario, salvo i casi di eredità o di cessione d'azienda. Nella voltura, invece, il pagamento in solido può esserti richiesto se sei convivente, coniuge o parente residente presso l'immobile del precedente titolare, oppure se ne avevi già la disponibilità giuridica prima della richiesta.
Servono cinque documenti di base, più uno in più se scegli la domiciliazione delle bollette. Per attivare il subentro devi fornire:
Presentare da subito dati e documenti completi e corretti evita richieste di integrazione o verifiche aggiuntive: è il modo più semplice per velocizzare la procedura.
Il POD identifica il punto di prelievo dell'energia elettrica: è una sequenza alfanumerica che non cambia mai, anche se cambi fornitore o proprietario, e si trova in bolletta o leggendo direttamente il contatore. Il PDR è l'equivalente per il gas: una sequenza di 14 cifre, in cui le prime 4 identificano il distributore e le restanti 10 l'utenza specifica. Anche questo codice si trova in bolletta gas o sul contatore elettronico.
Se l'impianto interno è stato modificato, ampliato o ha subito una manutenzione straordinaria, va allegata anche la documentazione tecnica compilata dall'installatore che ha eseguito i lavori. Il distributore la usa per verificare che l'impianto sia sicuro e conforme prima di riattivare la fornitura.
Perché lo prevede la legge, non una scelta del fornitore. In base alla L. n. 80/2014, art. 5, co. 1, chi richiede il subentro deve dimostrare — anche tramite autocertificazione — di avere un titolo che attesti la proprietà, il regolare possesso o la regolare detenzione dell'unità immobiliare. È un passaggio formale obbligatorio, ma senza non si può completare la pratica.
💶 Aspettati oneri fissi intorno a 25,51 €, più un contributo variabile del gestore. I costi si dividono in due voci: la parte fissa, stabilita da ARERA (l'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente), e un contributo variabile del gestore che in genere va da 20 € a 60 €, più le imposte. Gli importi variano leggermente tra luce e gas e in base al distributore locale, e possono comprendere anche un corrispettivo commerciale stabilito direttamente dal fornitore.
Le cifre per fornitore si aggiungono a quella regolamentare, e sono diverse tra loro. Estra, ad esempio, applica 27,50 € IVA esclusa per la sola prestazione commerciale del subentro, con la possibilità di uno sconto su alcune offerte. VIVI energia, invece, applica 28 € per il subentro della sola luce e altrettanti 28 € di oneri di gestione per il gas.
A questi importi si aggiungono i costi del distributore locale, indipendenti dal fornitore scelto e variabili in base al distributore di competenza sul territorio. La differenza tra le cifre dipende da come ciascun fornitore struttura la prestazione commerciale, non da un tetto imposto dalla normativa.
Solo se non scegli la domiciliazione bancaria delle bollette. Il fornitore può chiedere un deposito cauzionale al momento del subentro, ma questa richiesta decade con l'addebito automatico in conto corrente: in quel caso il deposito non è dovuto. È un dettaglio da chiedere prima di firmare, perché incide sulla spesa iniziale.
Due fattori possono aumentare la spesa iniziale. Se l'impianto è stato modificato, si aggiungono le spese di accertamento documentale del distributore: variano in base alla portata termica complessiva dell'impianto e non hanno un importo fisso. Per il gas, il contributo di attivazione del distributore dipende dalla convenzione tra la società di distribuzione e il Comune; per l'elettrico, invece, il distributore non richiede alcun contributo di questo tipo.
Vale la pena chiedere entrambe le voci prima di firmare, perché non sempre compaiono nel preventivo iniziale.
In generale bastano 7 giorni lavorativi per la sola luce e 10 per il gas. Sono tetti regolamentari, non stime approssimative: qui sotto trovi come si compongono nei due casi.
Fino a 7 giorni lavorativi dalla richiesta, divisi in due fasi. Il fornitore ha 2 giorni lavorativi per trasmettere la pratica al distributore; il distributore, poi, attiva il contatore in un tempo che può andare da poche ore fino a un massimo di 5 giorni lavorativi. La parte più lunga dipende dal distributore, non dal fornitore che hai scelto.
Il tetto fissato da ARERA è di 10 giorni lavorativi, che partono dal momento in cui il fornitore trasmette la richiesta al distributore — una fase preceduta dai 2 giorni lavorativi che il fornitore ha per inoltrare la pratica. Alcuni fornitori indicano invece un arco più ampio, 10-12 giorni lavorativi complessivi dalla richiesta del cliente, perché il gas richiede un controllo tecnico di sicurezza in più sull'impianto a valle del contatore.
✅ Se il ritardo dipende dal distributore, hai diritto a un indennizzo: è una tutela prevista dalla stessa regolazione ARERA, non una cortesia del fornitore.
Sono tre i canali per attivare il subentro. Puoi sottoscrivere un'offerta online in pochi passaggi, contattare il servizio clienti telefonico tramite il numero verde o via email, oppure recarti presso uno sportello fisico sul territorio. Il subentro gas e luce si avvia online presso diversi operatori: un esempio è il servizio «Enel Energia Subentro», pensato proprio per completare la pratica da casa.
Da quel momento in poi è il fornitore a muoversi, non tu. È lui a occuparsi della pratica con il distributore locale e a programmare la riattivazione del contatore, confermandotela poi tramite notifica: non devi contattare direttamente il distributore in nessuna fase. Il fornitore ti invia anche la proposta contrattuale, da firmare insieme al modulo con i tuoi dati anagrafici e quelli del punto di fornitura.
Due verifiche, prima di tutto. Controlla se il contatore è ancora attivo o già chiuso: è quello che decide se ti serve un subentro o una voltura, ed evita di avviare la procedura sbagliata. Il primo passo pratico, poi, è scegliere il fornitore con le offerte più adatte alle tue esigenze — prima ancora di occuparti del codice POD e della documentazione da presentare.
Dipende dal fornitore, ma un esempio concreto aiuta a capire lo standard. Illumia, ad esempio, mette a disposizione un'email dedicata al servizio clienti, un numero verde per le chiamate da rete fissa e un numero alternativo per chi chiama da cellulare. Per sapere quali documenti tecnici servano nel tuo caso specifico per il subentro gas, il call center del fornitore scelto o il suo sito web restano il riferimento più affidabile.
Utilizza il cursore per selezionare l'area disponbile per l'installazione dell'impianto.

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