Indice
2.710+
Impianti Realizzati
Come funziona un termostato intelligente, quanto costa tra 70 e 120 €, e perché il risparmio in bolletta dipende più da come lo imposti che dal modello.

Un termostato intelligente è un dispositivo connesso che accende e spegne il riscaldamento al posto tuo. Fa il lavoro della vecchia manopola a rotella, ma lo fa con un orologio, dei sensori e un'app sul telefono. La differenza vera non è il display: è che decide da solo quando l'impianto deve partire.
💡 Il ciclo di lavoro si ripete sempre uguale. L'apparecchio misura i gradi della stanza, li confronta con il setpoint — cioè la temperatura obiettivo che hai impostato — e se ne mancano chiede calore alla caldaia. Quando la temperatura obiettivo è raggiunta chiude la richiesta e lascia riposare l'impianto. Il risparmio nasce lì: nei minuti di fiamma accesa a vuoto che spariscono.
Prendi una villetta con caldaia a gas e termostato meccanico, un caso tipo dichiarato come ipotesi. L'impianto parte quando qualcuno gira la manopola e va avanti finché qualcuno se ne ricorda. Con un modello connesso lo stesso impianto lavora a fasce orarie e si ferma da solo, senza che tu debba più ricordartene ogni sera.
La regola confrontando di continuo la temperatura misurata con quella desiderata, e traducendo la differenza in un comando alla caldaia. Nei modelli più semplici quel comando è soltanto acceso o spento. In quelli modulanti, invece, l'apparecchio dice alla caldaia quanto scaldare e non solo se scaldare: la fiamma resta bassa e continua, senza partire a scatti.
In casa la differenza si sente sulla stabilità dei gradi. Con la regolazione acceso/spento la stanza oscilla di uno o due gradi attorno al valore impostato; con la modulazione l'oscillazione si riduce e il comfort resta costante lungo tutta la giornata. Alcuni apparecchi riconoscono anche il tipo di impianto collegato e adattano di conseguenza il modo in cui lo comandano.
Usa un corredo piccolo di rilevatori, e ognuno risolve un problema diverso in casa. Sono queste le voci che trovi sulle schede tecniche, dal modello base al kit multi-stanza:
Il sensore di temperatura ambiente è il minimo indispensabile: misura i gradi nella stanza dove è installato il dispositivo. Il sensore di umidità, presente su diversi modelli, aiuta a leggere il comfort percepito e non solo il numero sul display. Sonde e teste termostatiche aggiuntive regolano stanza per stanza, utili quando le camere hanno esposizioni e orari d'uso diversi. Il riconoscimento del tipo di impianto, infine, permette all'apparecchio di tarare la regolazione su caldaia, pompa di calore o pavimento radiante.
Il cronotermostato segue solo l'orario che imposti tu: accende e spegne sempre allo stesso minuto, finché non lo cambi a mano. Quello connesso legge la temperatura reale della stanza, si accorge se la casa è vuota o se una finestra è rimasta aperta, e adatta l'accensione invece di seguire una tabella fissa.
Il cronotermostato costa meno e basta a chi ha giornate tutte uguali. Il salto di prezzo verso un modello connesso si giustifica quando la settimana cambia spesso, perché evita di scaldare stanze vuote per abitudine. Dipende da quanto la tua routine è prevedibile, non da chi sembra più moderno.
☀️ La funzione che ti fa risparmiare di più è anche la più noiosa: la tabella oraria. Sulla carta i modelli connessi fanno tutti le stesse cose — programmano, si comandano da lontano, imparano le abitudini. Nella pratica la differenza si vede nell'app che apri ogni giorno, molto meno nella scatola a muro che guardi una volta e basta.
La gestione degli orari è il motore vero del risparmio, ed è anche la parte più sottovalutata. Imposti una temperatura per la mattina, una più bassa per le ore in cui non c'è nessuno, una per la sera, e il resto lo fa l'apparecchio. Un impianto che si spegne da solo ogni sera alle otto taglia più consumi di una geolocalizzazione lasciata disattivata per distrazione.
Il comando a distanza è quello che convince in negozio, ma serve davvero in due momenti: quando torni prima del previsto e quando parti e ti accorgi di aver lasciato tutto acceso. Il resto del tempo il piano orario lavora meglio della memoria, perché non si dimentica mai.
Offre un pacchetto ormai abbastanza standard, che cambia soprattutto nel numero di zone gestibili. Ecco cosa trovi praticamente su tutti i dispositivi connessi:
Funzionano come correzioni automatiche al piano orario: intervengono quando la giornata reale si scosta dalla tabella. Sono le tre voci che giustificano il salto verso la fascia media di prezzo, a patto che poi tu le usi davvero.
La geolocalizzazione legge la posizione del telefono, abbassa i gradi quando la casa si svuota e li rialza quando sei sulla via del ritorno. Il rilevamento finestra aperta vede la temperatura crollare in pochi minuti e sospende il riscaldamento, invece di rincorrere l'aria fredda che entra dalla stanza.
✅ La programmazione adattiva impara quanto tempo serve alla tua casa per arrivare a temperatura e anticipa l'accensione, così alle sette i gradi ci sono già. Queste tre funzioni danno il meglio dove gli orari cambiano di continuo; con ritmi regolari una tabella impostata bene copre quasi tutto il margine disponibile.
💡 Raccoglie soprattutto dati di funzionamento, non dati sensibili. Il termostato registra la temperatura letta in casa, i tuoi orari di accensione e, solo se attivi la geolocalizzazione, la posizione approssimativa del telefono per capire quando sei fuori casa. Non registra audio, video o dati biometrici: resta un sensore di calore, non una telecamera.
Le temperature e i programmi sono le curve orarie che imposti e le letture della stanza, utili per confrontarle nell'app. La posizione del telefono entra in gioco solo con la geolocalizzazione attiva, e serve a capire quando la casa resta vuota. I dati dell'account — email e credenziali di accesso — restano custoditi dal produttore sul suo cloud protetto.
L'accesso da remoto passa sempre dal tuo account nell'app: puoi disattivare la geolocalizzazione quando vuoi, e chiedere in ogni momento al produttore la cancellazione dei tuoi dati.
Non esiste un modello migliore in assoluto: esiste quello che parla la lingua del tuo impianto. Prima del marchio conta il tipo di comando che la caldaia accetta, perché un apparecchio bellissimo e incompatibile resta una scatola a muro. Solo dopo vengono l'app, il numero di stanze e il budget.
I quattro nomi che ricorrono di più sul mercato italiano coprono esigenze diverse. Tado punta sulla copertura degli impianti e sugli automatismi, BTicino e Vimar sulla continuità con l'impianto elettrico di casa, Netatmo sulla semplicità d'uso. Nessuno dei quattro copre ogni caso, quindi la domanda giusta è quale dei tre fronti pesa di più per te.
⚠️ Il consiglio pratico è ribaltare l'ordine delle domande. Parti da quante stanze vuoi regolare separatamente e da che caldaia hai in casa, poi guarda quali prodotti restano in gara. Scegliere la marca prima dell'impianto è il motivo più comune per cui un acquisto smart finisce in un cassetto.
Tra i modelli da parete, il BTicino Smarther 2 è quello che i confronti di settore indicano come riferimento per la semplicità su Wi-Fi. Si alimenta a 230V, si gestisce dall'app Home + Control e permette una programmazione dettagliata per ogni ambiente. È la scelta tipica di chi vuole un comando a muro ordinato e integrato con la casa connessa.
Netatmo lavora sull'altro fronte: montaggio rapido e interfaccia ridotta all'essenziale. La sua programmazione si costruisce sulle abitudini rilevate in casa e si comanda anche a voce con gli assistenti vocali. Se cerchi il percorso più corto tra la scatola e il primo utilizzo, è quello che chiede meno passaggi di configurazione.
Il prezzo di listino conta, ma è solo l'ultima voce da guardare. Usa questa griglia in negozio o davanti alla scheda prodotto online:
Sui numeri di copertura Tado dichiara i valori più ampi: oltre 5 milioni di dispositivi attivi in Europa e una compatibilità dichiarata con oltre il 95% dei sistemi di riscaldamento, tramite relè oppure OpenTherm.
OpenTherm è il protocollo con cui apparecchio e caldaia si parlano per far lavorare la fiamma in modo modulato. I modelli più recenti parlano anche gli standard Matter e Thread, cioè i due linguaggi comuni che permettono a dispositivi di marche diverse di capirsi in casa.
BTicino e Vimar giocano un'altra partita, quella dell'impianto elettrico. BTicino si integra con l'ecosistema MyHome/Smart Home, Vimar coordina i comandi con il design delle proprie serie civili, così la placca a muro resta in linea con le altre. Se stai ristrutturando e tieni all'estetica dei comandi, il dettaglio pesa più di quanto sembri sulla carta.
💶 Il prezzo si legge male se guardi solo il cartellino dell'apparecchio. Quello che paghi davvero è il sistema completo: unità a muro, eventuale ricevitore, centralina di raccordo e i sensori che servono per gestire più stanze. Due case identiche possono spendere il triplo l'una dell'altra, e la differenza sta quasi tutta nel numero di ambienti da regolare.
La forbice di mercato è larghissima. Le offerte più economiche partono da 11,62 €, ma sono modelli base senza connettività seria. I prodotti connessi più comuni si collocano tra 70 e 120 €, mentre i sistemi con funzioni avanzate superano i 200–300 €. Per una casa singola con poche stanze da differenziare, la fascia più comune basta quasi sempre.
Un dettaglio che pesa sull'acquisto online: sul catalogo tado° la spedizione gratuita scatta dai 150 € di ordine. Se stai già valutando un kit completo, controlla la soglia prima di dividere l'acquisto in due ordini separati.
Il conto finale si costruisce su più voci, e solo la prima è quella che vedi in vetrina. Ecco cosa sposta davvero la spesa:
Dipende da quanto sistema compri, non da quanto è connesso il singolo pezzo. Questi sono i riferimenti di listino più citati, utili come ordine di grandezza e non come preventivo:
Facciamo due conti sul sistema e non sul pezzo. Una casa con quattro radiatori da regolare separatamente somma un apparecchio singolo da 134,99 € e quattro teste termostatiche da 99,99 € l'una: circa 535 €, spedizione a parte. È il momento giusto per chiederti quante stanze useresti davvero in modo diverso.
In alcuni casi sì, ma quasi mai come acquisto isolato. Il dispositivo può rientrare tra i sistemi di gestione e controllo automatico degli impianti termici, agevolabili quando fanno parte di un intervento più ampio — per esempio insieme alla sostituzione della caldaia. Comprato da solo e montato senza altri lavori, difficilmente dà diritto a qualcosa.
Conta anche la classe dell'apparecchio. Le agevolazioni sulla termoregolazione guardano ai sistemi cosiddetti evoluti, cioè le classi V, VI e VIII della Comunicazione della Commissione europea 2014/C 207/02, che si appoggia al Regolamento delegato (UE) 811/2013: la classe V è il termostato ambiente modulante, la VI la centralina climatica con sonda ambiente, la VIII quella con tre o più sensori ambiente. Un modello base senza modulazione non rientra in nessuna delle tre.
⚠️ Aliquote, tetti di spesa e requisiti cambiano da un anno all'altro, quindi qui non trovi una percentuale fissa: verificala con il tuo CAF o commercialista prima di comprare, dicendo che tipo di intervento accompagna il dispositivo.
Lo stesso vale per l'IVA agevolata, che dipende dal lavoro collegato e non è automatica sul solo acquisto. Quello che puoi fare da subito è conservare fattura e bonifico parlante, quando previsto, e verificare il tuo caso specifico con un professionista prima di contare sulla detrazione in dichiarazione: senza quella documentazione l'agevolazione non è recuperabile in un secondo momento.
Il risparmio c'è, ma non è una percentuale che si può stampare sulla scatola. Dipende da quanto era regolato male l'impianto prima, da come è isolata la casa e da quante ore ci state dentro. Chi partiva da una manopola girata a caso guadagna molto; chi già spegneva con criterio guadagna poco.
Le cifre che circolano vanno lette per quello che sono: valori dichiarati da chi produce, misurati in condizioni che non conosci. Servono come ordine di grandezza, non come promessa. Un numero senza le sue ipotesi accanto non ti dice niente di utile sulla tua casa.
Prendiamo un caso di riferimento, dichiarato come ipotesi: un appartamento di medie dimensioni nel Nord Italia, caldaia a gas e vecchio termostato meccanico, con una bolletta di riscaldamento intorno ai 900-1.000 € nella stagione fredda. Applicando la parte bassa dell'intervallo dichiarato dai produttori, tra il 18 e il 22%, il risparmio ipotizzabile si colloca tra 160 e 220 € in una stagione, concentrato nelle ore in cui la casa resta vuota per lavoro o studio. Resta uno scenario di riferimento, non una misura: quanto risparmi davvero dipende da quanto disperde calore casa tua.
C'è comunque un modo per farti un'idea prima di comprare. Prendi la bolletta del gas dell'ultimo inverno, isola la quota di riscaldamento e applica la parte bassa dell'intervallo. Se il numero che esce non ti convince, il problema non è l'apparecchio ma l'isolamento.
Le fonti di settore indicano un risparmio del 20–35% rispetto a una regolazione tradizionale, ed è il valore che ricorre più spesso. Tado dichiara per i propri dispositivi una riduzione dei consumi del 22%, mentre la funzione AI Assist viene associata dai modelli interni del produttore a un risparmio fino al 55% superiore rispetto all'uso senza quella funzione. Alcuni materiali commerciali arrivano a quantificare fino a 485 € all'anno.
⚠️ Tutti questi numeri vengono da chi produce e vende i dispositivi, e vale la pena tenerlo presente quando li confronti. Non significa che siano falsi: significa che descrivono un caso favorevole, non il tuo. Prendi la parte bassa di ogni intervallo come scenario realistico e considera il resto un margine possibile, non acquisito.
Dipende da sei variabili, e solo una riguarda l'apparecchio che compri. Queste sono quelle che spostano il risultato:
Il punto pratico è che le prime cinque voci non le cambi comprando un modello più caro. La sesta sì, e non costa niente: mezz'ora spesa a impostare i programmi rende più di molte funzioni avanzate lasciate ai valori di fabbrica.
Il montaggio fai-da-te è alla portata di molti, ma non di tutti: la differenza la fa l'impianto più della manualità. Le app dei produttori guidano passo passo e verificano in anticipo la compatibilità del sistema. Su caldaie datate o schemi elettrici poco chiari, però, un tecnico individua in pochi minuti un contatto non compatibile che altrimenti si scopre solo a impianto già rimontato.
In uno scenario tipico per un appartamento di medie dimensioni nel Nord Italia, con caldaia a gas di qualche anno, il montaggio del dispositivo a muro può richiedere 30-45 minuti senza esperienza pregressa, contro 2-3 ore su impianti con più zone da configurare separatamente. La variabile che pesa di più resta lo stato dei morsetti: cavi non etichettati aggiungono facilmente un'ora di manodopera tecnica, ma evitano di dover richiudere due volte il quadro elettrico.
Prima ancora di aprire la scatola servono due verifiche banali. La prima è il telefono: le app richiedono almeno iOS 16.4 o Android 9.0, e un modello più vecchio ti blocca in partenza. La seconda è la copertura di rete, perché un segnale debole rende il sistema inaffidabile proprio nelle stanze più lontane dal router.
Sulle case grandi c'è un accorgimento specifico. Tado consiglia un Bridge X ogni 100 m², cioè un ripetitore che tiene in piedi il dialogo tra le teste termostatiche e il ricevitore. Su due piani con muri portanti spessi quella soglia va presa alla lettera, non come indicazione ottimistica.
Servono qualche verifica di base e un kit che di solito è già nella confezione. Questa è la lista da spuntare prima di iniziare:
Si svolge in sette mosse, le stesse per il collegamento cablato e per quello senza fili fino alla configurazione dall'app. La prima è anche quella che non va saltata per nessun motivo:
La differenza operativa tra le due versioni si gioca sul posizionamento. Il collegamento cablato chiede collegamenti fisici ai morsetti e più lavoro all'inizio, mentre la versione senza fili si monta più in fretta a patto di controllare con attenzione la copertura del segnale prima di fissare i supporti. Su alcuni modelli il ricevitore funziona anche da Thread Border Router, cioè da ponte tra i dispositivi di casa e Internet.
Gli errori più frequenti si assomigliano tutti, e saltano fuori quasi sempre all'ultimo passaggio. Vale la pena conoscerli prima di iniziare:
✅ Il collaudo è corto e va fatto prima di richiudere il quadro elettrico: accensione, risposta ai comandi, stabilità della connessione e temperature lette correttamente. Se una di queste quattro voci non torna, non considerare finito il lavoro.
Utilizza il cursore per selezionare l'area disponbile per l'installazione dell'impianto.

Definisci il fabbisogno eneregetico dell'Azienda ed il vostro attuale costo dell'energia.

Scopri il dimensionamento dell'impianto e l'analisi completa.
