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Il distributore locale collega fisicamente il contatore, il fornitore gestisce la richiesta: scopri quanto costa l'allacciamento e in quanti giorni si attiva.

💡 L'allaccio gas è, in breve, il collegamento fisico che porta la rete del metano fino al tuo immobile: si fa quando in casa non c'è ancora un contatore. A occuparsene è sempre il distributore locale, che realizza il tratto tecnico fino al punto di riconsegna — il punto in cui il gas passa dalla rete pubblica alla tua utenza. È lì che nasce il tuo codice PDR, l'identificativo che accompagnerà da quel momento la fornitura, qualunque fornitore tu scelga.
Senza allaccio, il gas in casa semplicemente non arriva: niente riscaldamento, niente fornelli, niente acqua calda sanitaria. È il passo obbligato prima di qualsiasi contratto di fornitura, prima ancora di preventivo, lavori e attivazione — e se stai valutando una casa senza contatore, è la prima voce di tempo e di spesa da mettere in conto.
Perché senza un sopralluogo tecnico il prezzo resta una stima di massima. Un tecnico specializzato verifica di persona l'entità dei lavori necessari — quanto scavo serve, dove passa la tubazione, cosa c'è già pronto in casa — e solo a quel punto il distributore può darti cifre e tempi certi al posto di una stima iniziale.
Il prezzo finale dipende da diversi fattori concreti: la distanza tra casa tua e la rete esistente, quanto è complesso lo scavo, la potenza richiesta e la presenza di eventuali autorizzazioni comunali o condominiali. Ogni distributore applica poi il proprio prezzario territoriale — due allacci molto simili, in due comuni diversi, possono quindi costare cifre diverse, anche a parità di lavori.
Il metano viaggia su una rete pubblica: allacciarti vuol dire collegarti a un'infrastruttura già esistente sotto la strada. Il GPL — gas di petrolio liquefatto — funziona diversamente: richiede un serbatoio privato di proprietà e rifornimenti periodici via cisterna, non una rete continua a cui allacciarsi.
Cambia di conseguenza tutto il resto: costi, procedure e responsabilità. Con il metano parli con il distributore di zona per l'allaccio e con il fornitore per il contratto; con il GPL parli invece con chi gestisce il tuo serbatoio, che di solito è anche chi te lo rifornisce.
Il PDR, punto di riconsegna, è il codice alfanumerico che identifica in modo univoco la tua fornitura di gas. Non dipende dal contratto: resta lo stesso anche se cambi fornitore, perché identifica l'impianto fisico, non chi te lo fattura.
Te lo comunica il distributore al termine dei lavori di allaccio. ✅ Conservalo: ti servirà per attivare la fornitura con il fornitore che scegli, ed è il dato che qualunque operatore ti chiederà per aprire il contratto.
✅ A eseguire fisicamente l'allaccio — rete, tubi, contatore, codice PDR — è sempre il distributore locale competente per zona, mai il fornitore commerciale. Il fornitore che scegli si limita a gestire il contratto e a inoltrare la tua richiesta al distributore giusto: da quel passaggio dipendono sia i costi sia i tempi dell'intervento, anche se il fornitore resta il tuo unico interlocutore per tutta la pratica.
Passare dal fornitore come tramite ha un vantaggio pratico: puoi attivare la fornitura direttamente a fine lavori, senza dover poi aprire una pratica separata di prima attivazione — con i giorni e il costo aggiuntivi che comporterebbe. È per questo che, nella maggior parte dei casi, conviene richiedere allaccio e attivazione insieme, nello stesso momento.
No: il distributore è legato alla zona in cui si trova il tuo immobile, non è una scelta tua. In Italia ogni comune ha un solo distributore di gas competente sul territorio — cambia da zona a zona, ma per casa tua resta sempre lo stesso, qualunque fornitore tu scelga in seguito.
Quello che scegli liberamente è il fornitore, cioè la società di vendita che gestisce il contratto commerciale: Enel Energia, Eni Plenitude ed Edison sono alcuni esempi. È il fornitore a inviarti la bolletta, non il distributore.
Lo trovi sul sito di ARERA — l'Autorità che regola energia e reti in Italia — nella sezione «Ricerca Operatori». Bastano tre passaggi:
Alcuni nomi che incontrerai spesso durante la pratica, a titolo informativo:
Puoi rivolgerti anche direttamente al distributore locale, saltando il fornitore. Ma attenzione: in questo caso ottieni solo l'installazione e l'allaccio fisico del contatore, non l'attivazione della fornitura — quella resta un passaggio a parte, da fare comunque con un fornitore, con una pratica e tempi propri.
Ecco perché la maggior parte delle persone preferisce comunque passare dal fornitore fin dall'inizio: fa da tramite con il distributore e, a lavori finiti, la fornitura parte subito, senza un secondo giro di documenti.
⚠️ Non sono la stessa cosa, e confonderle fa perdere tempo — e a volte anche soldi, se presenti la pratica sbagliata. L'allaccio è l'unica delle quattro operazioni che presuppone l'assenza di un contatore già collegato alla rete — serve quando in casa non c'è ancora un contatore, o l'impianto non è a norma e funzionante.
Se il contatore invece è già presente, non ti serve un allaccio: basta una prima attivazione, una voltura o un subentro, a seconda del suo stato — la differenza dipende soprattutto dal fatto che il contatore sia attivo, disattivato o mai entrato in funzione. Vediamo ciascuna nel dettaglio, perché la pratica giusta cambia tempi e costi.
La voltura si richiede quando nella nuova abitazione c'è già un contatore attivo, ma è ancora intestato al vecchio inquilino che non ha mai presentato disdetta. Comporta solo il cambio di intestazione di contratto e bollette, senza interruzione del servizio: il gas continua ad arrivare mentre la pratica va avanti, e non te ne accorgi quasi.
A differenza dell'allaccio — che comporta lavori fisici sulla rete e i relativi costi — la voltura non richiede alcun intervento tecnico e generalmente non ha un costo di attivazione: è, in sostanza, una pratica amministrativa.
Il subentro si richiede quando il contatore è presente ma disattivato — tipicamente perché il vecchio intestatario ha già presentato disdetta. A differenza della voltura, qui serve una richiesta di riattivazione con la sottoscrizione di un nuovo contratto, e nel frattempo c'è un'interruzione del servizio: il gas resta chiuso fino al completamento della pratica.
La prima attivazione riguarda un immobile con un contatore già installato ma mai entrato in funzione — tipico delle case nuove o appena ristrutturate. Per attivarla servono il codice PDR, la tipologia d'uso e, se vuoi la domiciliazione delle bollette, il codice IBAN: dati che di norma trovi già nella documentazione del costruttore o dell'installatore.
C'è infine il cambio fornitore, la più semplice delle quattro: si applica quando il contatore è già attivo e intestato a te, e vuoi solo cambiare chi ti fornisce il gas. Intestazione e utenza restano invariate: cambia solo il fornitore in bolletta, senza alcun intervento tecnico sulla rete.
La procedura segue una sequenza standard, dalla richiesta iniziale fino all'attivazione della fornitura. Ecco i passaggi, uno per uno.
Non sempre. Molti moduli di richiesta online sono pensati per chi ha già un'utenza attiva, non per chi deve ancora allacciare il contatore — in quel caso, usarli porta spesso a un errore di procedura e a doverla ripresentare per il canale giusto.
Alcuni distributori fanno eccezione: Italgas, ad esempio, gestisce anche l'allaccio tramite il portale MyItalgas. Ti registri con i tuoi dati, inoltri la richiesta di preventivo indicando tipologia di utenza e dati dell'immobile, e da lì il distributore organizza il sopralluogo tecnico ed emette il preventivo dettagliato — tutto dallo stesso portale, senza passare per telefono o moduli cartacei.
Durante l'installazione, il distributore verifica che il tuo impianto sia conforme alla Delibera 40/2014/R/gas, la normativa ARERA di riferimento per la sicurezza degli impianti gas. È un controllo tecnico, non burocratico: serve a garantire che l'impianto funzioni in sicurezza prima di erogare il gas, a tutela tua e di chi vive in casa.
Servono tre cose, in sostanza: i tuoi dati anagrafici, la documentazione tecnica dell'impianto e sapere chi può presentare la richiesta. Vediamoli uno per uno, così arrivi preparato.
Per l'allaccio compili una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Ecco cosa ti viene chiesto:
Oltre ai dati anagrafici serve la documentazione tecnica che attesta la sicurezza e la conformità del tuo impianto interno, regolata da ARERA. Non arriva tutta insieme: alcuni moduli servono per il preventivo, altri solo a lavori completati. Ne fanno parte quattro allegati, ognuno con il suo momento:
Puoi farlo tu come proprietario dell'immobile, come inquilino che si intesterà la fornitura, o tramite un soggetto delegato — in questo caso basta una delega scritta. Nei condomini può servire coinvolgere l'amministratore se i lavori interessano le parti comuni, mentre nelle nuove costruzioni è spesso il costruttore a occuparsi della predisposizione iniziale, prima ancora che tu prenda possesso della casa.
⚠️ Un documento mancante può rallentare la procedura anche a preventivo già accettato, quindi vale la pena controllare tutto prima di inviare la domanda:
💶 In sintesi: da 200 € a oltre 900 €, in base alla complessità dei lavori e alla posizione dell'immobile. Nei casi più articolati — scavi, permessi, attraversamenti stradali o opere su parti condominiali — la spesa può salire fino a 1.200 € o più. Il costo definitivo, però, lo conosci solo con il preventivo: ogni caso è diverso, e per questo conviene diffidare di chi promette una cifra esatta al telefono prima del sopralluogo.
Il prezzo può includere diverse voci, e capire quali ti aiuta a leggere meglio il preventivo quando arriva:
Nelle grandi città l'allaccio può costare di più per scavi stradali, autorizzazioni comunali, traffico e complessità della rete urbana. Nei piccoli Comuni, invece, il fattore che incide di più è la distanza dalla rete principale, che richiede tubazioni più lunghe e lavori più impegnativi — in pratica, più sei lontano dalla rete esistente, più sale il conto.
Una differenza utile da tenere a mente: per l'allaccio luce i costi si calcolano anche in base a quote di potenza e distanza, mentre per il gas non è prevista una quota tariffaria legata alla distanza — il costo dipende dalla complessità dei lavori di installazione, che la distanza dalla rete può comunque far crescere, come nell'esempio dei piccoli Comuni.
Due esempi concreti aiutano a capire la forbice, più delle sole percentuali. Un appartamento in città già predisposto, con distanza ridotta dalla rete e lavori semplici, comporta una spesa indicativa tra 300 e 500 €. Una villetta fuori dal centro abitato, con distanza maggiore e necessità di scavo o permessi, sale invece a una spesa indicativa tra 800 e 1.200 € o più. La differenza sta quasi sempre in quanto lavoro serve per arrivare dalla rete fino a casa tua.
Oltre al costo di allaccio, esistono alcune voci fisse regolate da ARERA che possono capitare nella vita del contatore — la classe del contatore (G4, G6 e superiori) indica la portata massima di gas che può erogare, e incide sull'importo di alcune di queste voci:
No, non esiste un tariffario unico. Secondo ARERA, i costi sono indicati nel preventivo che ti prepara il distributore, calcolati in base ai criteri della concessione e al prezzario applicato nel tuo territorio: due distributori diversi possono quindi applicare cifre diverse per lavori simili. Per dubbi su costi e tempistiche, la fonte ufficiale di riferimento resta il sito di ARERA.
⚠️ L'allaccio non è automaticamente gratuito, anche se possono esistere promozioni locali o iniziative comunali per la metanizzazione. Attenzione a non confondere: il bonus sociale gas riguarda la spesa della fornitura per le famiglie in condizioni economiche agevolabili, non è un rimborso del costo di allaccio — sono due cose diverse, anche se il nome può trarre in inganno.
Utilizza il cursore per selezionare l'area disponbile per l'installazione dell'impianto.

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