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Prezzo, significato e andamento dell'indice TTF gas: come leggere il grafico, cosa distingue TTF Spot e TTF Future e come funzionano le offerte gas indicizzate al mercato all'ingrosso europeo.

📉 L'indice TTF è il punto di riferimento per capire quanto costa il gas naturale in Europa. TTF sta per Title Transfer Facility, cioè l'hub virtuale olandese dove produttori, operatori di mercato e fornitori si scambiano il gas all'ingrosso. È un mercato aperto dal lunedì al venerdì in orario diurno, dalle 8 alle 18, e le sue quotazioni orientano le tariffe che finiscono in bolletta.
Per inquadrare il prezzo di oggi serve un riferimento storico.
Nelle ultime 52 settimane il TTF ha oscillato tra un minimo di 26,530 e un massimo di 74,000 €/MWh: un divario che misura l'ampiezza della volatilità possibile. Guardare solo il valore odierno, senza questo intervallo, rischia di dare una lettura distorta del mercato.
Il prezzo del gas non si muove a caso. A spingerlo su e giù sono domanda e offerta, tensioni geopolitiche, stagionalità e disponibilità di gas liquefatto (LNG). Per questo il prezzo "di oggi" va sempre letto dentro il quadro energetico globale, non come un numero isolato.
Un dettaglio che fa la differenza: le quotazioni TTF che trovi in rete sono spesso aggiornate con un certo ritardo rispetto agli scambi effettivi. Cambiano di frequente, ma non fotografano l'istante esatto del mercato. Meglio saperlo prima di prendere decisioni basate su un singolo numero visto al volo.
💶 Il prezzo TTF si esprime di solito in €/MWh, ma per il gas domestico è più parlante la conversione in €/Smc (euro per metro cubo standard). Ecco l'aggiornamento mensile dell'indice nel 2026, in €/Smc:
Su base annua il valore è cresciuto di circa il 31% (+31,0213% per l'esattezza), segno di un mercato in ripresa rispetto all'anno prima. Sul fronte degli scambi, il TTF registra un volume giornaliero di 11.380 contratti: un buon indicatore di liquidità e di quanti operatori sono attivi ogni giorno.
Il prezzo TTF di giornata si legge partendo dall'ultima quotazione e confrontandola con la chiusura precedente. In una seduta di riferimento, il future Dutch TTF Natural Gas quotato su ICE segnava 44,160 EUR, con una variazione di +0,716 punti, pari a +1,65%. È proprio questo confronto — ultimo prezzo contro chiusura del giorno prima — a dirti se il gas sta salendo o scendendo.
Conta anche l'ampiezza della giornata. Con un minimo di 43,315 e un massimo di 44,380, l'intervallo infragiornaliero mostra la volatilità che attraversa la singola seduta. Più l'intervallo è largo, più il mercato è nervoso: un'informazione preziosa per chi vuole coprirsi dal rischio di prezzo.
L'apertura è stata a 43,715, contro una chiusura precedente di 43,444. Il piccolo scarto tra i due valori è il primo segnale della giornata, e spesso anticipa l'umore degli operatori a inizio giornata. Leggere insieme apertura, chiusura e prezzo corrente aiuta a capire la direzione della seduta.
Il grafico in tempo reale serve a vedere a colpo d'occhio come si muove il TTF durante la giornata. Mostra picchi, cali e cambi di tendenza man mano che avvengono, ed è lo strumento più immediato per cogliere i movimenti di breve periodo. Ideale quando devi decidere in fretta.
Da solo, però, il grafico dice metà della storia. Affiancarlo a indicatori sintetici come massimo e minimo di giornata, e al confronto con la seduta precedente, rende la lettura molto più solida. Sono questi riferimenti a trasformare una linea che oscilla in un'informazione utile.
💡 Dati in diretta più indicatori di sintesi: è la combinazione che funziona meglio.
Insieme offrono una lettura più precisa e ancorata agli eventi di mercato, evitando di reagire d'impulso a ogni singola oscillazione. Il grafico da solo mostra la linea che oscilla; affiancato al massimo, al minimo e al confronto con la seduta precedente, diventa un dato su cui puoi davvero basare una decisione.
In breve: l'indice TTF è il prezzo all'ingrosso a cui si compra e si vende il gas naturale in Europa. Lo strumento con cui si negozia è un contratto a termine quotato su ICE, la borsa dei contratti energetici. Da qui parte tutta la catena che porta al costo finale che paghi in bolletta.
Il TTF è un mercato molto reattivo. Può registrare variazioni giornaliere anche superiori all'1% quando arrivano notizie macroeconomiche o tensioni geopolitiche. Questa sensibilità lo rende una specie di sismografo del contesto energetico internazionale.
Il percorso è semplice da immaginare: i fornitori comprano il gas sul TTF e lo rivendono ai clienti, domestici o aziendali. Il prezzo che leggi in fattura, però, non è solo la materia prima. Include anche trasporto, oneri di sistema, margini e imposte.
Il TTF (Title Transfer Facility) è l'hub virtuale olandese dove si negozia all'ingrosso il gas naturale. Nasce nel 2003 con un obiettivo preciso: favorire gli scambi dentro un mercato unico e spingere la liberalizzazione del settore energetico europeo.
Oggi è uno dei principali punti di riferimento europei per quotazioni e contratti sul gas. Garantisce trasparenza e liquidità negli scambi, aiuta a formare i prezzi e integra i vari mercati nazionali in un unico sistema continentale. Da questo hub passano le quotazioni che orientano contratti e forniture in gran parte del continente.
Il prezzo TTF nasce dall'incontro tra domanda e offerta sul mercato all'ingrosso: è un prezzo di mercato non amministrato, che si muove liberamente in base a ciò che accade. I fattori che lo spingono sono soprattutto questi:
Nessuno di questi fattori agisce da solo. È la loro combinazione a rendere il mercato del gas così dinamico, e a spiegare perché un monitoraggio costante è quasi obbligatorio per chi ci lavora ogni giorno.
Leggere il grafico del TTF significa saper interpretare pochi numeri chiave. Due riferimenti fanno da bussola: l'intervallo delle ultime 52 settimane (tra 26,530 e 74,000 €/MWh) e la variazione annua (+31,0213%). Servono a capire se il prezzo di oggi è alto o basso rispetto alla storia recente.
C'è poi il valore mensile, l'indice TTF_M, che si calcola come media aritmetica delle quotazioni giornaliere del mese di fornitura, pubblicate da Heren nei giorni lavorativi del mese precedente. Espresso in €/MWh, si converte in €/Smc con il fattore 0,0107, considerando un potere calorifico di 0,03852 GJ/Smc.
Attenzione a non confondere i due piani. Il valore medio mensile e il dato giornaliero raccontano cose diverse: il primo serve come base di quotazione stabile, il secondo fotografa il momento. I movimenti vanno letti guardando volatilità, tendenza e distanza tra il valore attuale e la media di periodo.
Infine, il grafico è utile proprio perché il gas reagisce in fretta. La sua sensibilità agli scostamenti di domanda e offerta trasforma la curva in uno strumento per leggere cicli, cambi di umore di mercato e possibili svolte. Ben interpretato, aiuta a intuire dove sta andando il mercato.
Per non perdersi, conviene tenere d'occhio quattro valori. Presi insieme, descrivono l'intera giornata di scambi e permettono di calcolare variazioni e scostamenti. Ecco quali sono, con i dati di una seduta di riferimento:
Il volume dice quanti scambi sono avvenuti: nella seduta di riferimento parliamo di 11.380 contratti. Ma il numero da solo vale poco. Va letto insieme all'intervallo di prezzo, perché è la coppia movimento-scambi a rivelare se una variazione è solida oppure solo un rimbalzo passeggero.
La regola pratica è semplice: più scambi ci sono, più il movimento è affidabile. Un rialzo sostenuto da molti contratti riflette un consenso ampio tra gli operatori. Se invece gli scambi sono pochi, lo stesso movimento va preso con maggiore cautela.
Spot e future sono due modi diversi di comprare lo stesso gas. Il contratto a termine, quotato su ICE in euro, è usato da fornitori, imprese e governi per bloccare oggi il costo di forniture successive. Vale la pena distinguerli bene: dal contratto scelto dipende quanto la tua bolletta seguirà il mercato giorno per giorno o resterà legata a un prezzo fissato in anticipo.
🔋 A cosa servono, in pratica? Le quotazioni a termine permettono di coprire il rischio di prezzo e dare stabilità alle forniture. Aiutano a stimare in anticipo quanto costerà il gas nei mesi successivi, così un'azienda può pianificare i budget con più serenità.
C'è però l'altra faccia della medaglia. Gli stessi contratti attirano gli speculatori: portano liquidità, ma possono anche amplificare oscillazioni improvvise e inattese. Ecco perché una buona gestione del rischio e la conoscenza del mercato restano indispensabili.
Nelle offerte al cliente finale, il riferimento può essere spot o future a seconda della strategia del fornitore. Le formule a consegna immediata sono più flessibili e reattive; quelle a termine danno una copertura più stabile nel tempo, se usate dentro una strategia ben pensata.
Il TTF Spot è il prezzo del gas per consegna immediata o quasi immediata, tipicamente Day-Ahead, cioè con consegna il giorno seguente. Reagisce in fretta agli shock, perché riflette la domanda e l'offerta del momento. È la fotografia del mercato nel brevissimo periodo.
Il TTF Future, invece, è un contratto a termine con scadenza fissata: il prezzo si concorda alla stipula, ma consegna e pagamento avvengono più avanti. Serve a concordare in anticipo un prezzo di riferimento, gestendo il rischio nel tempo. Può differire dallo spot perché incorpora aspettative su domanda, offerta, stoccaggi, meteo e rischio geopolitico.
I future TTF non sono un contratto unico, ma una serie: si va da TFMBMc1 a TFMBMc7, dove ogni sigla corrisponde a una scadenza mensile diversa. Messi in fila, questi contratti tracciano l'andamento atteso dei prezzi nel tempo, mostrando cosa prevede il mercato mese dopo mese.
Facciamo un esempio concreto. Il contratto relativo ad agosto 2026 ha il giorno di pagamento fissato al 30 luglio 2026, mentre l'ultimo giorno di rollover cade il 29 giugno 2026. Il rollover è il passaggio da un contratto in chiusura al successivo: sposta il riferimento sul mese nuovo e va seguito con attenzione per non farsi cogliere impreparati dalle scadenze.
⚠️ Il TTF è il nome che senti più spesso, ma dal 2022 non è (più) l'indice che decide per legge la bolletta italiana. Dal 1° ottobre 2022 l'ARERA ha spostato l'indicizzazione del mercato tutelato dal TTF al PSV, il Punto di Scambio Virtuale italiano. Gran parte delle offerte del mercato libero ha seguito lo stesso cambio, aggiornando il prezzo ogni mese invece che ogni trimestre.
Il PSV è il punto dove si scambia il gas fisicamente destinato al sistema italiano; le piattaforme di negoziazione collegate sono gestite dal GME (Gestore dei Mercati Energetici). Il TTF resta invece l'hub olandese la cui infrastruttura di scambio è gestita da Gasunie: è il benchmark più liquido d'Europa, ma non l'indice che regola per legge la fornitura in Italia.
Per chi confronta due offerte, la differenza non è solo terminologica: capire quale indice cita il contratto aiuta a anticipare come si muoverà la bolletta nei mesi successivi, senza sorprese.
Il cambio nasce da una scelta dell'ARERA: aggiornare il prezzo di riferimento con cadenza mensile invece che trimestrale, usando un indice più rappresentativo del mercato interno. Il PSV riflette meglio la disponibilità di gas nel sistema italiano, mentre il TTF resta un indicatore europeo più ampio e meno legato alle dinamiche nazionali.
PSV e TTF si muovono quasi in parallelo, perché il gas circola liberamente tra i gasdotti europei: il differenziale tipico resta contenuto, tra 1 e 4 €/MWh. Il TTF, più liquido e reattivo, può anticipare movimenti che il PSV recepisce con qualche ora o giorno di ritardo.
📉 Guardare solo il prezzo di oggi è come giudicare un film da un fotogramma. Per capire davvero il TTF servono le serie storiche, che collocano il valore attuale dentro una prospettiva estesa su molti mesi. Solo così le variazioni acquistano un senso.
L'indice TTF si aggiorna ogni mese, e questo permette un confronto diretto tra un periodo e l'altro. Mettere in fila i valori aiuta a riconoscere picchi, cali e fasi di rientro, informazioni preziose per prepararsi alle oscillazioni del mercato energetico.
Il confronto con l'anno prima è ancora più utile. Serve a contestualizzare shock e normalizzazioni passate, cioè a distinguere un rincaro eccezionale da un ritorno alla normalità. Per chi lavora nel settore, è la base per decisioni di approvvigionamento più solide.
Attenzione, però, a leggere la storia con le giuste lenti. Stagionalità, temperature, domanda industriale e stoccaggi pesano molto sul prezzo, e vanno considerati insieme. È un'analisi a più livelli, l'unica che permette di adattare le strategie a un mercato in continuo movimento.
💡 Le stime 2026-2027 sul TTF restano divergenti ma puntano tutte a un ridimensionamento. Per il 2026 le banche d'affari indicano un intervallo tra 30 e 50 €/MWh: Goldman Sachs vede una media di 45 €/MWh nel secondo trimestre, UniCredit resta più prudente con 30-35 €/MWh, Bank of America stima 50 €/MWh se i flussi LNG dal Golfo restano regolari. Per il 2027 l'outlook scende ulteriormente, verso i 30 €/MWh stimati da BofA, grazie a un possibile ritorno del surplus globale di offerta trainato dalla crescita produttiva di Stati Uniti e Qatar.
Nella seduta di riferimento il TTF si attestava a 44,160, con una variazione di +1,65% rispetto alla chiusura precedente di 43,444 e all'apertura di 43,715. Questi tre numeri, letti insieme, raccontano la dinamica interna alla giornata di scambi e lo scarto iniziale che spesso orienta le aspettative.
Il quadro recente, però, non è lineare. Il mercato ha alternato fasi di rialzo e cali su base trimestrale: in alcune sessioni il TTF si è avvicinato ai minimi degli ultimi due mesi, in altre ha recuperato con decisione. Un promemoria di quanto sia sensibile alle notizie e agli eventi esterni.
Sul fronte annuale, il TTF ha registrato una variazione di circa +31,0213% in dodici mesi. È un aumento consistente del valore complessivo, che riflette i cambiamenti economici e le tendenze di fondo del mercato del gas. Un dato che investitori e decisori devono pesare nelle loro strategie.
Allargando lo sguardo alle 52 settimane, il prezzo ha oscillato tra 26,530 e 74,000. Questo ampio intervallo racconta la forte volatilità che ha segnato l'anno, e spiega perché aziende energetiche e operatori di mercato devono restare vigili: le condizioni possono cambiare in fretta, con effetti diretti sulla pianificazione finanziaria.
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