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Il costo ricarica auto elettrica cambia molto tra casa, colonnina, autostrada e per 100 km: qui trovi i numeri reali, le tariffe di Plenitude On The Road, Enel X e Tesla e una guida per scegliere tra abbonamento, card prepagata e pay per use.

🔋 La ricarica di casa è quasi sempre la più economica. Il prezzo medio dell'energia per uso domestico si aggira tra 0,20 e 0,25 €/kWh, contro i valori ben più alti delle colonnine pubbliche. Per te questo significa una cosa concreta: chi ricarica di notte nel box o in garage spende mediamente la metà rispetto a chi usa solo colonnine pubbliche.
Il vantaggio cresce se sfrutti le fasce orarie giuste. Con una tariffa bioraria, ricaricare di sera o di notte abbassa il costo per kWh e rende la spesa annua nettamente più bassa rispetto a chi carica sempre fuori casa.
Una buona abitudine, ripetuta ogni giorno, fa una differenza concreta sul portafoglio.
La formula è diretta: costo ≈ kWh immessi in batteria × prezzo €/kWh della tua tariffa. C'è un dettaglio da non dimenticare: tra caricatore, cavo e batteria si perde un po' di energia, quindi i kWh che paghi in bolletta sono leggermente più di quelli che finiscono davvero nell'auto.
In pratica, una ricarica completa a casa costa tra 4€ e 12€, a seconda della batteria e della tariffa. Prendi una batteria da 50 kWh con energia a 0,20 €/kWh: arrivi a circa 10€ per il pieno. È il caso tipico, e le differenze nascono soprattutto dalla taglia della batteria e dal prezzo del tuo contratto.
Per stimare i consumi conviene partire dal consumo medio dell'auto in kWh/100 km. Con quel dato, la capacità della batteria e il livello di carica iniziale, calcoli i kWh che ti servono per i chilometri che vuoi fare. È il modo più onesto per capire la tua spesa reale, perché tiene conto di come e dove guidi.
💶 Sul costo per 100 km, a casa si resta intorno a 4€–5€. Per dare un riferimento concreto: una stima di Motus-E su una citycar indica circa 4,34€ ogni 100 km. Numeri che spiegano bene perché l'elettrico, in città, conviene.
La bolletta non è fatta solo dai kWh che carichi. Ci sono i costi fissi della fornitura e gli oneri di sistema, e poi conta il tipo di tariffa: monoraria oppure bioraria con le fasce F1/F2/F3. Leggere bene le condizioni del contratto è il primo passo per sapere quanto ti costa davvero ogni pieno.
La leva più facile da usare è l'orario. Caricare di notte o nelle fasce agevolate riduce il prezzo per kWh, quindi programmare le sessioni quando l'energia costa meno è una mossa che ripaga subito. ⚡ Bastano poche impostazioni sulla wallbox o sull'app dell'auto.
Conta anche la potenza disponibile in casa, che influisce sui tempi di ricarica e, a volte, sulla necessità di aumentare la potenza del contatore. Una wallbox domestica, rispetto alla presa normale, offre più sicurezza, più controllo e meno perdite: è la soluzione più sensata se ricarichi ogni giorno.
Infine c'è il fotovoltaico. Un impianto, con o senza accumulo, riduce l'energia che prelevi dalla rete e abbassa il costo reale della ricarica. ☀️ In pratica usi l'energia del sole al posto di quella che pagheresti in bolletta, e il risparmio nel tempo diventa importante.
☀️ Con un impianto fotovoltaico di casa, ricaricare l'auto in autoconsumo abbatte quasi del tutto il costo della ricarica. L'energia che produci sul tetto vale circa 0 €/kWh in termini di costo marginale durante le ore di sole: invece di comprarla dalla rete a 0,20–0,25 €/kWh, la usi direttamente. Su base annua, chi percorre 15.000 km e ricarica prevalentemente da FV può risparmiare fino a 300–400€ solo sulla ricarica.
Il risparmio aumenta ulteriormente con un sistema di accumulo: la batteria di casa conserva l'energia prodotta di giorno e la rende disponibile di sera per la ricarica. 💡 L'accoppiata fotovoltaico + accumulo + wallbox è oggi la combinazione che minimizza il costo reale per km, e si sta diffondendo rapidamente tra i proprietari di auto elettrica con abitazione di proprietà.
Fuori casa il conto cambia. Una ricarica completa alla colonnina costa in media tra 20€ e 50€, perché le tariffe pubbliche variano molto da rete a rete. Per darti un'idea concreta: con una batteria da 40 kWh si parte da circa 20€.
Gli operatori non applicano tutti lo stesso listino. Enel X, Tesla e catene come Lidl seguono modelli di prezzo molto diversi tra loro: le reti pubbliche come Enel X hanno tariffe variabili, i Supercharger di Tesla applicano un costo dedicato ai loro utenti, e alcuni punti vendita Lidl propongono ogni tanto offerte promozionali legate alla spesa.
Per capire quale colonnina conviene, valuta costo per kWh, velocità di ricarica e gli eventuali extra (sosta o fee di sessione). 💡 Anche l'affidabilità della rete pesa: una colonnina spenta o lenta ti fa perdere tempo prezioso in viaggio.
Il prezzo pubblico dipende soprattutto da due cose: la velocità della colonnina e il gestore che la opera. Le condizioni le trovi quasi sempre in app, ad esempio su Enel X Way o Plenitude On The Road, dove i prezzi sono aggiornati in tempo reale prima ancora di collegare il cavo.
Su quei prezzi pesano diversi elementi. Contano la potenza di erogazione della colonnina, il tipo di presa e il metodo di pagamento (app, card o pagamento a consumo). A questi si aggiungono voci come abbonamenti, costi al minuto e fee di attivazione della sessione, scatti minimi, costi per l'occupazione dello stallo e l'IVA inclusa nel totale: tutti dettagli che spostano la cifra finale.
C'è poi una regola generale da tenere a mente: la colonnina pubblica costa più della ricarica di casa. Il motivo è semplice: chi gestisce la rete deve coprire infrastruttura, manutenzione e connettività, e questi costi finiscono nella tariffa che paghi tu.
Plenitude On The Road è un buon punto di riferimento perché pubblica tariffe chiare per fascia di potenza: 0,53 €/kWh per il servizio Quick (AC fino a 22 kW), 0,60 €/kWh per Fast (DC fino a 75 kW) e 0,65 €/kWh per Fast+/Ultra Fast (DC ≥75 kW). Avere i numeri davanti aiuta a non avere sorprese.
Altre fonti di mercato, però, indicano valori medi più alti. Le ricariche AC lente fino a 22 kW oscillano tra 0,60 e 0,70 €/kWh, le DC rapide fino a 50 kW tra 0,70 e 0,80 €/kWh, e le HPC (High Power Charging, cioè la ricarica ad altissima potenza) oltre 75 kW si collocano tra 0,80 e 0,90 €/kWh. ⚠️ I prezzi reali variano parecchio e possono superare i listini di Plenitude.
La regola di fondo è che più potenza significa più costo per kWh. Le colonnine DC rapide e HPC costano più delle AC pubbliche, ma in cambio ti fanno ripartire in pochi minuti: il prezzo più alto paga il tempo che risparmi.
L'abbonamento è la via per ridurre il costo unitario, che con i piani giusti può scendere intorno a 0,45–0,55 €/kWh. Il pagamento a consumo, invece, è più caro per chi carica raramente: per questo scegliere bene il modello di tariffa è una delle decisioni che incidono di più sulla spesa.
Il Tesla Supercharger viene spesso usato come metro di paragone per la ricarica rapida dedicata. I suoi prezzi sono dinamici e cambiano in base a stazione, orario e affollamento: una stessa colonnina può costare diversamente a seconda di quando ti fermi.
Infine, qualche punto retail come Lidl propone a volte prezzi più convenienti o offerte speciali rispetto alle reti tradizionali. Vanno verificate caso per caso, perché disponibilità e condizioni possono essere limitate, ma restano un'alternativa interessante quando capitano sul tuo percorso.
✅ Alcuni punti vendita e centri commerciali mettono a disposizione colonnine gratuite per i clienti. Lidl è l'esempio più noto in Italia: diverse filiali sono dotate di colonnine AC che permettono di ricaricare durante la spesa, a costo zero o con tariffe agevolate. La copertura non è uniforme su tutto il territorio, quindi conviene verificare di volta in volta con l'app dell'insegna o con mappe dedicate.
Anche altri supermercati, centri commerciali e parcheggi privati propongono ricariche gratuite o a prezzi inferiori a quelli della rete pubblica. Sono un'opportunità concreta, soprattutto per chi ha già in programma una sosta. Non sostituiscono la ricarica di casa, ma aggiunte alla routine settimanale possono abbassare il costo medio per kWh in modo sensibile.
Enel X Way è uno degli operatori con la rete più capillare in Italia. Il servizio si usa tramite l'app JuicePass o la card dedicata: per il pagamento a consumo i prezzi variano in base alla potenza e alla stazione, con valori indicativi intorno a 0,59–0,79 €/kWh per le colonnine AC e DC rapide. Con il piano in abbonamento il costo unitario scende, ma conviene solo con un utilizzo frequente.
💡 JuicePass permette anche l'accesso ad altre reti attraverso accordi di interoperabilità, il che la rende utile non solo sulla rete Enel X ma anche su partner convenzionati. Tieni le tariffe sott'occhio nell'app prima di ogni sessione: i prezzi cambiano in base alla stazione e al tipo di presa attiva.
📉 Il dato che conta davvero per chi guida è il costo ogni 100 km. Per un'auto elettrica si va da circa 4€ a 9€: a casa la spesa scende intorno a 4,34€, mentre alle stazioni pubbliche sale fino a circa 7,7€. La forbice è ampia perché dipende dalla tariffa dell'energia e dal tipo di colonnina che usi.
Questo numero è anche il modo migliore per confrontare elettrico e termico. Percorrere 100 km con un'auto a benzina o diesel costa di solito tra 8€ e 11€. Il confronto è netto: gestendo bene le ricariche, l'elettrico costa meno per ogni chilometro.
Il costo per 100 km, però, non racconta tutto da solo. Diventa molto più utile se lo leggi insieme ad autonomia, velocità di ricarica e costo totale di esercizio. Proprio il costo di esercizio è la leva spesso trascurata che fa la differenza sul lungo periodo.
La formula è semplice: consumo dell'auto in kWh/100 km × prezzo dell'energia in €/kWh. Al risultato si aggiungono le perdite di ricarica, così la stima resta vicina alla spesa che vedrai davvero.
Per un calcolo affidabile, non fermarti al consumo dichiarato dal costruttore. La temperatura esterna e lo stile di guida cambiano i consumi reali, perciò conviene usare valori medi realistici e mettere in conto le perdite. 💡 Così eviti brutte sorprese e capisci subito quanto ti costa muoverti.
La variabile numero uno è il prezzo €/kWh, che cambia molto tra ricarica di casa e pubblica, e tra lenta e rapida. Subito dopo viene l'efficienza dell'auto: aerodinamica, peso e differenza tra consumo dichiarato e reale spostano il conto in modo concreto.
Pesano poi le tue abitudini. Stile di guida, velocità e tipo di percorso (città, misto o autostrada) fanno variare il consumo, così come la temperatura esterna, l'uso di clima o riscaldamento, il carico a bordo e quante volte ricorri alla ricarica rapida.
La differenza di prezzo per kWh tra casa e colonnina è decisiva. Usare spesso le colonnine rapide può far lievitare la spesa rispetto al pieno fatto a casa: dove e come ricarichi incide quanto consumi in viaggio, e si vede sul costo reale per chilometro.
Un'ultima nota sull'efficienza. Le elettriche più moderne scendono anche sotto i 15 kWh per 100 km, e si vede subito sul costo. I modelli più pesanti o sportivi consumano di più: per questo l'efficienza è uno dei criteri da guardare prima dell'acquisto.
Il confronto è diretto. Percorrere 100 km con un'auto a benzina o diesel costa in media tra 8€ e 11€ al netto dei consumi medi e del prezzo del carburante. Con un'elettrica che ricarica a casa, la stessa distanza si percorre con circa 4€–5€: una stima di Motus-E indica 4,34€ ogni 100 km.
⚡ Il risparmio su base annua, per chi percorre 15.000 km, può arrivare facilmente a 500–1.000€. La strategia giusta è semplice: ricarica di notte a casa quando puoi, usa la rete pubblica come complemento. Così tieni il costo reale per 100 km vicino al minimo e il confronto con il termico resta nettamente a favore dell'elettrico. 💶
In autostrada trovi soprattutto colonnine DC ad alta potenza (HPC, Fast e Ultra Fast), pensate per farti ripartire in fretta. Il rovescio della medaglia è il prezzo: il costo al kWh è più alto rispetto a casa o alle colonnine di città. Paghi di più, ma ci metti molto meno tempo.
La potenza maggiore è proprio ciò che fa salire il prezzo, al kWh o al minuto. A volte si aggiungono sovrapprezzi legati alla posizione strategica e alla disponibilità 24 ore su 24. ⚡ Per questo, in viaggio, scegliere la stazione giusta diventa una scelta che pesa su tempi e costi.
Tra un operatore e l'altro, e tra le diverse app, le differenze possono essere notevoli. Conviene quindi confrontare tariffe e densità delle stazioni prima di partire, soprattutto sulle tratte con poche alternative. Una breve pianificazione ti evita di pagare troppo all'unica colonnina disponibile.
Ricorda che la ricarica autostradale serve ai viaggi lunghi e alle soste brevi, non al pieno di tutti i giorni. Per capire se conviene, metti insieme il prezzo della ricarica e il consumo reale alle velocità autostradali, oltre al tempo totale di viaggio. Il bilancio tra spesa e minuti risparmiati è ciò che conta davvero.
Il costo reale dipende da più fattori insieme: la potenza che l'auto riesce davvero ad assorbire e il tempo in cui occupi la colonnina, più eventuali penali di inattività (sosta a vuoto a fine carica) e l'affidabilità dei punti rapidi sulla tratta. Non conta solo la tecnologia della stazione, ma anche come e quando la usi.
C'è poi la curva di ricarica. Oltre una certa soglia di carica della batteria, la potenza erogata cala e il costo per kWh "utile" sale. In pratica, caricare fino al 100% in autostrada è spesso poco efficiente: meglio tenere d'occhio la soglia oltre cui la ricarica rallenta troppo.
Per spendere meno, pianifica le soste dove le tariffe sono migliori, preferisci ricariche parziali invece del pieno completo quando non serve, e valuta sempre il bilancio tra tempo risparmiato e prezzo pagato. 💡 Spesso fermarsi all'80% è la scelta più furba.
Il listino di Plenitude On The Road mostra bene come i prezzi seguano la potenza. Le tariffe si dividono in Fast (DC fino a 75 kW) e Fast+/Ultra Fast (DC ≥75 kW), una separazione netta che riflette la capacità delle colonnine.
I numeri parlano chiaro: 0,60 €/kWh per le Fast e 0,65 €/kWh per le Fast+/Ultra Fast. Conoscere questa differenza ti aiuta a scegliere la potenza giusta per il tuo viaggio senza pagare più del necessario.
Una nota utile sulla sosta: entrambe le modalità includono 60 minuti di sosta gratuita dopo la fine della ricarica. È una misura pensata per evitare colonnine occupate inutilmente e far girare gli stalli più in fretta.
Per le prese AC vale invece una regola di uniformità: seguono la tariffa della colonnina che le ospita, così l'esperienza resta coerente anche se la potenza cambia.
⚠️ Oltre i 60 minuti inclusi scatta il sovrapprezzo: 0,20 €/min sulle colonnine Fast e 0,30 €/min sulle Fast+/Ultra Fast. È attivo 24 ore su 24 e serve a spingere chi ha finito a liberare lo stallo.
Le tariffe cambiano molto in base alla potenza e al tipo di ricarica. In Italia, Plenitude offre un esempio chiaro: 0,53 €/kWh per l'AC, circa 0,60 €/kWh per il DC fino a 75 kW (Fast) e 0,65 €/kWh oltre i 75 kW (Fast+/Ultra Fast). Le fonti di mercato indicano una forbice più larga: AC tra 0,60 e 0,70 €/kWh, DC a 50 kW tra 0,70 e 0,80 €/kWh, e HPC oltre 75 kW tra 0,80 e 0,90 €/kWh.
La logica è sempre la stessa: più potenza, più costo per kWh. Le ricariche più veloci hanno prezzi al kWh più alti perché richiedono infrastrutture e manutenzione più impegnative.
Sono meno economiche, ma sono la scelta giusta quando hai poco tempo.
Prima di puntare sulla potenza massima, però, controlla un dettaglio. Senza la compatibilità del veicolo con le alte potenze, rischi di pagare la tariffa premium senza ottenere davvero la velocità promessa. 💡 Vale la pena conoscere la potenza massima che la tua auto accetta.
Ecco le quattro categorie spiegate in modo semplice, così sai quale ti serve in ogni situazione:
Il consiglio pratico è semplice: confronta i kW reali, non i nomi commerciali. Solo i kilowatt ti dicono davvero quanto sarà rapida la ricarica.
Una colonnina dichiara una potenza nominale, ma la potenza che l'auto assorbe davvero dipende da fattori tecnici. Contano la capacità di accettazione del veicolo e la curva di carica, che riduce la potenza man mano che la batteria si avvicina al pieno, in genere oltre l'80%. A volte la potenza totale è anche divisa tra più prese attive.
Conta poi il tipo di tariffa, che può essere a consumo (€/kWh), a tempo, a sessione o un mix. Il modello scelto cambia molto la convenienza, soprattutto quando la curva rallenta: pagare al minuto mentre la potenza cala può diventare costoso.
Un'ultima precisazione utile. Le colonnine Fast, Fast+ e Ultra Fast con prese AC applicano la tariffa della colonnina che le ospita. Quindi il tipo di presa non determina da solo il prezzo: conta sempre la struttura tariffaria della singola stazione.
💡 La formula giusta dipende da come ricarichi. Card e abbonamenti convengono soprattutto a chi usa spesso una rete specifica o un ecosistema proprietario: aiutano a tenere la spesa mensile sotto controllo, semplificano i pagamenti e a volte sbloccano sconti sulle tariffe standard a consumo.
La scelta cambia da persona a persona. Pesa la combinazione di frequenza di ricarica e chilometraggio annuo, oltre a come dividi le ricariche tra casa, colonnine pubbliche e autostrada. Contano anche la potenza che ti serve e gli eventuali programmi fedeltà: guardare tutto insieme ti porta all'opzione più conveniente per te.
Attenzione a un punto spesso decisivo: card e abbonamenti sono quasi sempre legati a operatori o reti convenzionate. Per questo la copertura geografica e la compatibilità con i tuoi percorsi diventano il vero criterio di scelta. Un piano ottimo sulla carta non serve a nulla se copre strade che non percorri.
Per confrontare bene le opzioni, somma tutte le voci: canone mensile, prezzo al kWh, costi di attivazione, accordi di interoperabilità tra operatori e occupazione dello stallo. Solo così stimi con precisione il costo mensile totale ed eviti sorprese a fine mese.
Il pay per use è la scelta migliore se ricarichi in modo sporadico. Paghi solo l'energia che consumi, senza canone fisso: ideale per chi usa la colonnina pubblica solo ogni tanto. L'unico rovescio è il prezzo per kWh, che di solito è più alto rispetto ai piani in abbonamento.
Ha però un vantaggio importante: la libertà. Con il pay per use puoi passare da un gestore all'altro senza vincoli, cosa che gli abbonamenti, legati a un solo fornitore, spesso non permettono. ✅ Se non hai abitudini fisse, è la formula più flessibile.
Ogni formula ha il suo momento giusto. Gli abbonamenti convengono con consumi alti e prevedibili: il costo unitario scende a consumo fisso intorno a 0,45–0,55 €/kWh, ma vanno messi in conto i canoni mensili. Le formule a pacchetto mensile includono blocchi di energia da 50, 100 o 200 kWh, perfette per chi sa quanto consuma — controlla limiti e vincoli di rete nel contratto. Le card prepagate con bonus sul credito, invece, sono utili per chi vuole flessibilità senza abbonamento: con Plenitude On The Road i tagli da 50€, 100€ e 150€ valgono rispettivamente 53€, 110€ e 170€ di credito effettivo.
Sulle card prepagate, un avviso pratico da ricordare: la validità è di 6 mesi dalla data di acquisto. Sono utilizzabili solo in Italia e nella Repubblica di San Marino, presso la rete aderente, quindi sono adatte soprattutto a chi ricarica in questi territori.
Utilizza il cursore per selezionare l'area disponbile per l'installazione dell'impianto.

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