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Guida pratica ai simboli del condizionatore e del telecomando: cosa significano Cool, Heat, Dry e Fan, il simbolo del deumidificatore e quello dell'aria calda, per leggere subito ogni funzione e impostare la modalità giusta.

💡 La cosa da sapere subito: i simboli del telecomando sono quasi sempre intuitivi, ma non seguono uno standard unico e universale. Un fiocco di neve resta un fiocco di neve ovunque, però design e icone secondarie cambiano da un modello all'altro. Per questo conviene leggere ogni simbolo con un minimo di attenzione, invece di darlo per scontato.
Sbagliare a leggere un'icona ha un costo pratico. Puoi finire in sola ventilazione mentre credi di raffreddare, con il risultato di meno comfort e più consumi inutili in bolletta. Basta un secondo in più a controllare l'icona sul display prima di premere Mode per evitare l'errore.
Per le icone meno chiare — funzioni come turbo, sleep o timer, o abbreviazioni proprietarie — il manuale della singola unità resta il riferimento più affidabile. È lì che trovi il significato esatto dei simboli che il tuo modello usa in modo particolare.
Le marche più citate nelle guide e nei manuali sono Mitsubishi, Daikin, Samsung, Hisense, Gree, LG, Ariston, Haier e Hitachi. Sono questi i produttori che di fatto dettano lo stile delle icone che trovi sui telecomandi.
I simboli principali sono pochi e ricorrenti, e li selezioni quasi sempre con il tasto Mode, che le fa scorrere una a una mostrando icona o scritta sul display. Ecco i quattro che trovi praticamente su ogni telecomando:
La differenza è netta: le prime decidono cosa fa il climatizzatore, le seconde decidono come lo fa. Le modalità impostano il comportamento di fondo — raffreddare, riscaldare, deumidificare — mentre le regolazioni affinano il comfort senza cambiare l'operazione attiva.
Tenere separate le due famiglie ti aiuta a capire subito quale tasto cambia davvero il clima della stanza e quale invece rifinisce soltanto il flusso d'aria.
❄️ Il simbolo del freddo è quasi sempre un fiocco di neve, a volte affiancato dalla scritta COOL: è l'icona di riferimento per il raffreddamento. La grafica cambia un po' da un produttore all'altro, quindi vale la pena riconoscerla sul proprio telecomando.
La modalità Cool serve nelle giornate calde o per abbassare in fretta la temperatura. Si distingue dalla Fan, che muove l'aria senza raffreddarla, e dalla Dry, che punta sull'umidità. Durante il raffreddamento viene rimossa anche un po' di umidità, e questo aumenta la sensazione di comfort.
Scegliere bene la temperatura impostata in modalità Cool ha un impatto diretto sui consumi. ENEA consiglia una temperatura interna tra 24 e 26°C in estate: ogni grado più basso rispetto a questa soglia fa salire i consumi di circa il 6-8%. Un buon punto di partenza è impostare 25-26°C e regolare la velocità della ventola, invece di scendere sotto i 24°C nella speranza di raffreddare più in fretta: il compressore lavora di più, ma la stanza non si raffredda in modo proporzionale.
Facciamo un caso tipo, dichiarato come ipotesi: in un salotto con climatizzatore inverter (marche come Daikin o Mitsubishi coprono buona parte del mercato residenziale), impostare 26°C invece di 22-23°C può tagliare i consumi orari del 10-15% nelle giornate più calde. Sotto i 24°C il compressore lavora quasi in continuo per uno scarto che si percepisce a malapena.
Il simbolo della modalità freddo è il fiocco di neve. È un'icona intuitiva e riconosciuta ovunque: richiama subito l'idea di freschezza ed è usata come standard di fatto su quasi tutti i climatizzatori. Riconoscerla a colpo d'occhio evita di impostare per sbaglio un'altra funzione.
Attivare il raffrescamento richiede pochi passaggi in sequenza:
Dietro al tasto Cool lavorano il compressore e il ciclo frigorifero, che sottraggono calore all'aria. Se avvicini troppo la temperatura impostata a quella ambiente, il climatizzatore rischia avvii e spegnimenti ravvicinati che ne riducono il comfort. Scendere troppo sotto, invece, alza i consumi e genera correnti d'aria sgradevoli senza un vero guadagno percepito. In modalità Cool puoi comunque regolare a mano la velocità della ventola per dosare l'intensità.
☀️ La modalità Heat riscalda l'ambiente e la trovi soprattutto nei climatizzatori con pompa di calore, cioè quelli che spostano calore verso l'interno invece di produrlo con una resistenza. Con l'inverter moderno, la stessa unità che raffredda d'estate scalda la casa d'inverno, spesso con un solo cambio di modalità sul telecomando.
Heat è una delle icone standard dei climatizzatori moderni, presente nella maggior parte delle guide dei produttori. Saperla attivare e gestire è utile per usare il condizionatore anche nella stagione fredda, non solo d'estate.
Rispetto al riscaldamento elettrico tradizionale, la funzione Heat è particolarmente efficiente nei modelli inverter con pompa di calore. Permette di scaldare casa con un consumo più contenuto, con vantaggi sia in bolletta sia sul piano ambientale.
Il simbolo più comune per il caldo è il sole, che richiama subito luce e tepore. Alcuni modelli però usano varianti grafiche diverse:
Cambia il disegno, non la sostanza: tutte queste icone attivano lo stesso riscaldamento.
Per accendere il riscaldamento bastano pochi passaggi, uno dopo l'altro:
Un dettaglio che spiazza chi è alle prime armi: passando da Cool a Heat il sistema deve invertire il ciclo di funzionamento, e per qualche minuto l'aria può sembrare fredda o neutra. È del tutto normale. Da quel momento il climatizzatore produce aria calda vera, ben diversa dalla semplice ventilazione che si limita a spostare l'aria già presente.
💧 La funzione Dry è segnalata dal simbolo del deumidificatore e serve a ridurre l'umidità presente nell'aria. Su molti modelli lavora in automatico: temperatura e velocità della ventola seguono impostazioni predefinite, con poco margine di regolazione manuale.
Questa gestione automatica è comoda quando conta più il comfort che il numero preciso sul display. Il climatizzatore trova da solo l'equilibrio tra umidità e benessere, adattandosi al variare delle condizioni senza interventi manuali continui.
Il simbolo della funzione Dry è una goccia d'acqua, a volte con la scritta DRY accanto. Va distinto con cura dal fiocco di neve: la goccia agisce sull'umidità, il fiocco sulla temperatura. In pratica non è un raffreddamento pieno — punta a migliorare la qualità dell'aria togliendo umidità, più che ad abbassare di molto i gradi.
✅ Dry conviene quando l'aria è afosa e umida ma non bollente: riduce l'umidità relativa e migliora la sensazione di benessere senza raffreddare in modo marcato. Il termometro può restare quasi fermo, ma l'ambiente si percepisce comunque più leggero perché cala l'umidità relativa.
Durante il funzionamento in Dry, compressore e ventola lavorano in modo intermittente per estrarre umidità con effetti minimi sulla temperatura, spesso consumando meno del raffrescamento completo. Un limite però c'è: quando il caldo è davvero forte, la deumidificazione non sostituisce un vero raffreddamento.
Il simbolo Fan è una ventola stilizzata con le pale disegnate e indica la sola ventilazione. A differenza di Cool, Heat e Dry non tocca né temperatura né umidità: fa solo circolare l'aria della stanza, migliorando la percezione di comfort senza cambiare le condizioni dell'ambiente.
Sul telecomando la ventilazione si regola con tacche, barre o piccole icone che indicano i livelli: bassa, media, alta o automatica. Poter scegliere la velocità aiuta a dosare il flusso in base a quanto ricircolo serve davvero, senza sprechi.
Sul display, il livello di ventilazione è spesso rappresentato da linee orizzontali crescenti, una sopra l'altra: più linee sono accese, più alta è la velocità impostata. Con una sola linea la ventola gira piano, con tutte le linee attive va al massimo. Alcuni telecomandi affiancano anche la scritta Low/Med/High o Auto accanto a queste linee, per confermare il livello scelto senza doverlo indovinare dal disegno.
La modalità Fan serve soprattutto a muovere e distribuire l'aria già presente nella stanza, riducendo le zone dove ristagna. Dà un leggero senso di freschezza, utile nelle mezze stagioni quando non serve né raffreddare né riscaldare. Il vantaggio in più è che consuma meno delle modalità che raffreddano o riscaldano, perché non mette in moto l'intero circuito frigorifero.
Il simbolo della ventola indica solo il ricircolo dell'aria: il condizionatore non raffredda, non riscalda e non deumidifica in modo apprezzabile, e non avvia il compressore. Il consumo resta quindi quello di un piccolo motore elettrico, non del circuito frigorifero. Attenzione però a non confonderla con Dry, perché non riduce in alcun modo l'umidità: in un ambiente molto umido non risolve la sensazione di "appiccicoso".
💡 La regola d'oro con qualsiasi marca è una sola: controlla il manuale o la legenda del tuo modello. La stessa icona può avere nome, grafica o comportamento diversi tra una serie e l'altra, e partire dalla documentazione ufficiale evita errori nell'uso di tutti i giorni.
Un metodo pratico è partire dalle funzioni universali — Cool, Heat, Dry, Fan e Auto — che trovi su qualsiasi telecomando. Una volta riconosciute quelle, confronta il layout del tuo dispositivo e passa solo dopo alle funzioni avanzate.
Conoscere le equivalenze tra marchi torna utile quando cambi apparecchio o passi a un altro modello: il tasto Mode resta il punto di partenza su quasi ogni telecomando, cambiano solo le icone secondarie attorno a lui.
Il punto di partenza è il tasto Mode, il vero centro di comando: è lui a far scorrere le funzioni principali, mentre gli altri tasti regolano temperatura, ventilazione e orientamento delle alette. Le icone di base sono condivise — fiocco di neve per Cool, sole per Heat — quindi le riconosci a colpo d'occhio anche su modelli diversi. Alcuni telecomandi affiancano il nome della funzione accanto al simbolo, altri si affidano solo alle icone e chiedono un minimo di pratica in più.
Le differenze tra i grandi marchi riguardano soprattutto la grafica delle icone, non la logica delle funzioni. Ecco come si comportano i più diffusi:
Al di là dello stile, quasi tutti i telecomandi offrono tasti o menu dedicati per temperatura, ventola, swing e timer: cambia il modo di accedervi, non il significato delle impostazioni.
Utilizza il cursore per selezionare l'area disponbile per l'installazione dell'impianto.

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