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Capire le fasce orarie dell'energia elettrica serve a una cosa concreta: pagare meno. Qui trovi cosa sono F1, F2 e F3, gli orari esatti definiti da ARERA, quale fascia conviene davvero e come spostare i consumi per risparmiare in bolletta. ⚡

Le fasce orarie sono periodi della giornata in cui cambia il prezzo della componente energia della bolletta. ⚡ Il principio è semplice: quando la rete è più carica l'energia costa di più, quando è scarica costa meno. A stabilirle è ARERA, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, e gli orari sono identici per tutti i fornitori, sul mercato libero come in tutela.
Le fasce contano solo per alcune offerte luce. Una tariffa monoraria applica lo stesso prezzo a tutte le ore; una bioraria o multioraria, invece, differenzia il costo della componente energia in base all'orario in cui prelevi. Sapere a quale tipo di contratto appartieni è il primo passo: la convenienza dipende da quando concentri i consumi, che sia la sera, il weekend o le ore centrali del giorno.
Da tenere presente: le fasce incidono solo sulla componente energia. Le altre voci della bolletta, cioè costi di trasporto, oneri di sistema e imposte, restano in gran parte indipendenti dall'ora in cui consumi. Significa che spostando i consumi agisci su una parte del totale, non su tutto, ma è proprio la parte su cui puoi davvero intervenire.
I dati per fascia non te li devi calcolare a mano. I contatori elettronici di seconda generazione registrano e trasmettono al fornitore e al distributore quanto consumi in ciascuna fascia, mentre i vecchi contatori meccanici mostravano solo il totale. È questa tecnologia che rende possibile l'intero sistema delle tariffe a fasce.
Le fasce nascono da una logica di rete: spostare i consumi fuori dalle ore di punta riduce i picchi di domanda e fa funzionare meglio l'intero sistema elettrico. Per i clienti domestici, ARERA ha fissato tre fasce principali, F1, F2 e F3, con orari standard e uguali per chiunque.
Per te, in pratica, il vantaggio è doppio: paghi meno la componente energia quando consumi nelle ore a tariffa bassa, e nel frattempo aiuti a equilibrare la rete. Una volta capito in quali ore l'energia costa meno, puoi programmare lavatrice, lavastoviglie e ricariche nei momenti giusti senza cambiare di una virgola le tue abitudini reali.
Gli orari delle fasce sono il cuore del sistema, e sono identici per tutti i fornitori. 💡 Conoscerli a memoria, anche solo a grandi linee, è quello che ti permette di pianificare i consumi e abbassare la spesa. La regola di fondo: più ti allontani dalle ore lavorative diurne, meno paghi.
Vale la pena fissare subito la gerarchia di prezzo, perché è quella che guida ogni scelta. F1 è la fascia di punta ed è la più cara. F2 sta in mezzo, con un prezzo intermedio. F3 è la fascia fuori punta ed è quasi sempre la più conveniente. Spostare i consumi energivori verso F3 è la singola mossa che incide di più sulla bolletta.
Gli orari delle tre fasce, validi su tutto il territorio nazionale, sono questi:
Oltre alle tre fasce di base esistono due raggruppamenti che incontri spesso nelle offerte domestiche. La fascia F23 unisce F2 e F3 in un unico blocco serale-notturno: copre le ore dalle 19:00 alle 8:00, più l'intero sabato, la domenica e i festivi. Nelle tariffe biorarie domestiche la distinzione operativa più comune è proprio tra F1 e F23, perché per una casa basta separare le ore di punta da tutto il resto.
Per i clienti domestici, il prezzo della componente energia in F2 e F3 spesso coincide, e l'intervallo orario si sovrappone a quello della F23. Le offerte che tengono separate F1, F2 e F3 sono invece più tipiche degli usi aziendali, dove il consumo cambia molto tra le diverse ore. La fascia F0 indica una tariffa senza distinzione oraria: prezzo unico per tutte le ore, la classica monoraria, scelta da chi preferisce la semplicità contrattuale al risparmio per fasce.
No: le fasce orarie di ARERA sono espresse sempre in ora solare (UTC+1) e non cambiano con il passaggio all'ora legale. ⚠️ In pratica, d'estate, quando gli orologi avanzano di un'ora, le fasce rimangono ancorate allo stesso schema — ma rispetto all'ora vissuta si spostano avanti di un'ora. La F1 che in inverno senti come dalle 8 alle 19 corrisponde, in estate, alle 9 alle 20 in ora legale. Tienilo presente quando programmi elettrodomestici in estate: metti in conto uno scarto di un'ora rispetto alla percezione quotidiana.
La stessa ora del giorno può finire in una fascia diversa a seconda del calendario. ⚠️ È il punto che genera più confusione: l'appartenenza di un consumo a F1, F2 o F3 dipende sia dall'orario sia dal giorno in cui consumi. Le 10 del mattino di un martedì non valgono come le 10 di una domenica.
Capire questa doppia dipendenza, orario più calendario, è quello che ti permette di leggere correttamente la bolletta e di pianificare. Sapere che la domenica è interamente in fascia bassa, per esempio, cambia il modo in cui programmi lavatrice, lavastoviglie e ricarica dei dispositivi nel fine settimana.
Ecco come si distribuiscono le ore tra le tre fasce, tenendo conto del giorno:
Il calendario riscrive le regole nel weekend e nei festivi. Il sabato non è un giorno feriale pieno: dalle 7:00 alle 23:00 rientra in F2, quindi non scatta mai la fascia di punta F1. La domenica fa un passo in più ed è interamente in F3, dalla prima all'ultima ora.
I giorni festivi nazionali seguono la regola della domenica: tutte le ore rientrano in F3, la fascia più bassa. Vale anche quando il festivo cade in mezzo alla settimana: un 25 aprile di martedì, per esempio, è F3 per intero, non F1 come sarebbe un normale martedì. È una semplificazione che gioca a tuo favore, perché spinge automaticamente i consumi festivi nella fascia meno cara.
La risposta breve: conviene concentrare i consumi pesanti in F3, e in generale in F23. ✅ Sono i momenti di minore domanda, quelli con il prezzo unitario più basso. Sera, notte, weekend e festivi sono le finestre da sfruttare per gli usi che puoi spostare senza rinunce.
Il rovescio della medaglia è F1. La fascia di punta ha il costo per kWh più alto: ogni elettrodomestico energivoro acceso lì pesa di più sul totale. Spostare gli usi intensivi fuori da F1, anche solo in parte, riduce la quota di kWh pagati alla tariffa più cara, ed è da qui che arriva il grosso del risparmio.
Attenzione però a non guardare solo l'orologio. Il risparmio reale dipende anche dall'offerta: differenze di prezzo tra le fasce, costi fissi e condizioni del fornitore cambiano il conto finale, così come la scelta tra mercato libero e tutela. La mossa giusta è incrociare due cose: come sono distribuiti i tuoi consumi e quanto costa ogni fascia nella tua offerta.
Conviene concentrare i consumi in F3 e, in alternativa, in F23. 🔋 Il consiglio pratico vale soprattutto per gli elettrodomestici ad alto assorbimento come lavatrice, lavastoviglie e forno: sono carichi flessibili, che puoi far partire la sera o programmare di notte senza perdere nulla in comodità. È la strategia più semplice e a costo zero per tagliare la spesa.
La bioraria conviene a una condizione precisa: almeno due terzi dei consumi devono cadere in F23. Sotto questa soglia il vantaggio si assottiglia e rischia di sparire. È la regola pratica da tenere a mente prima di firmare un'offerta differenziata.
Funziona bene per chi sta poco a casa nei giorni feriali. Chi esce la mattina e rientra la sera tende ad avere consumi naturalmente concentrati in F23, e per questo profilo la bioraria è quasi sempre la scelta migliore. Lo stesso vale per chi accende gli elettrodomestici la sera o nel weekend.
Vale anche il contrario, ed è importante saperlo. Chi consuma soprattutto di giorno nei feriali, con una quota alta in F1, ottiene poco da una bioraria: tipicamente le famiglie che passano la giornata in casa. In questi casi una monoraria, con il suo prezzo unico, è spesso più adatta. 📉
Le tre fasce non costano uguale, e questo è il motore di tutto il sistema. 💶 Anche senza un valore fisso in €/kWh, valido per ogni offerta, la gerarchia di prezzo è sempre la stessa: F1 in cima, F2 in mezzo, F3 in fondo. Capire questa scala è ciò che ti permette di gestire l'energia in modo efficiente e di tagliare la spesa, in casa come in azienda.
Per orientarsi, ARERA pubblica ogni trimestre i prezzi di riferimento della componente energia per il Servizio a Tutele Graduali (STG), il regime transitorio attivo dal 1° luglio 2024 per i clienti non vulnerabili. A titolo indicativo, nel primo trimestre 2026 i valori STG si collocavano intorno a ~0,160 €/kWh in F1, ~0,110 €/kWh in F23 e circa 0,137 €/kWh per la tariffa monoraria della maggior tutela (riservata ai clienti vulnerabili). ⚠️ Questi sono ordini di grandezza orientativi: i prezzi vengono aggiornati ogni tre mesi da ARERA e variano tra un trimestre e l'altro, anche in modo significativo. Sul mercato libero ogni fornitore fissa le proprie condizioni, per cui la differenza effettiva tra fasce può essere diversa da questi riferimenti. Prima di confrontare offerte, verifica sempre il prezzo per fascia aggiornato sul tuo contratto o sul sito ARERA.
A ogni fascia corrisponde un prezzo diverso della componente energia, e l'ordine non è casuale. F1 è la più costosa, F2 intermedia, F3 la più economica: la gerarchia rispecchia la domanda di mercato, alta nelle ore lavorative e bassa la sera, di notte e nei festivi. Più la rete è scarica, meno paghi.
Il modo in cui le fasce vengono raggruppate cambia il conto. Nel regime biorario, anche in tutela, i calcoli avvengono spesso su F1 e F23, cioè F2 più F3: la tariffazione si semplifica e il prezzo nelle ore fuori punta scende. La multioraria, invece, tiene separate F1, F2 e F3 e allinea il prezzo ancora più da vicino all'andamento reale dei consumi.
Il peso economico dipende quasi tutto da dove cadono i tuoi kWh. Chi consuma molto in F1 paga di più anche a parità di kWh annui, perché ogni kilowattora di punta costa più di uno notturno. Per questo il risparmio si ottiene spostando i consumi verso F2 e soprattutto F3, dove la componente energia pesa meno.
I prezzi, infine, non sono fermi: fattori climatici, geopolitici ed economici li fanno oscillare nel tempo. Sul medio periodo, però, la crescita della generazione da fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l'eolico tende ad abbassare il costo dell'energia, con un beneficio sia sul portafoglio sia sulla sostenibilità del sistema.
Il prezzo a fascia è solo un pezzo del totale. Sul costo finale incidono quota fissa, quota energia in €/kWh, oneri di rete, costi di trasporto e imposte, oltre a eventuali canoni e spese di commercializzazione. La quota energia, da sola, non racconta tutta la bolletta.
Il riferimento di partenza per il prezzo dell'energia è il PUN, il Prezzo Unico Nazionale all'ingrosso: è l'indice su cui i fornitori costruiscono le loro offerte al dettaglio. Ma tra il PUN e quello che paghi davvero ci sono di mezzo la struttura dell'offerta, gli oneri di sistema, i costi di trasporto e le condizioni contrattuali specifiche. Per questo, a parità di PUN, due offerte possono costare in modo molto diverso.
La scelta tra monoraria e bioraria non si decide sul prezzo in vetrina, ma sulle tue abitudini reali. 💡 Il metodo è uno solo: confrontare il tuo profilo orario di consumo con la struttura dell'offerta. Conta quando accendi gli elettrodomestici e dove cadono i tuoi picchi, non quanto è bassa la tariffa pubblicizzata.
Un dato utile da sapere: nel mercato di maggior tutela la bioraria è spesso meno conveniente del mercato libero. Pesa la rigidità delle fasce e il margine di risparmio ridotto per chi non può cambiare il proprio schema di consumo.
Il mercato libero offre più varietà di offerte, alcune più adatte a chi sa sfruttare le fasce economiche. Resta però la regola di fondo: la convenienza dipende dalla tua capacità di spostare i consumi verso le ore meno care, non dalla promozione del momento.
La monoraria applica lo stesso prezzo dell'energia a tutte le ore, ogni giorno. Niente fasce, niente differenze tra giorno e notte: il costo per kWh è costante e la bolletta più prevedibile. È la scelta della semplicità.
È indicata per chi ha consumi distribuiti in modo uniforme sull'arco della giornata. Se non riesci a evitare le ore di punta F1, perché stai in casa e consumi un po' a tutte le ore, il prezzo unico ti mette al riparo dal pagare quelle ore alla tariffa più alta. Per un profilo equilibrato, la monoraria è spesso più conveniente di una bioraria mal sfruttata.
La bioraria o multioraria è fatta apposta per chi può modulare i consumi. 🔋 Differenzia il prezzo per fascia: più alto in F1, più basso in F2 e F3, raggruppate nella F23. Funziona bene per chi concentra l'uso dell'energia la sera, di notte, nei weekend o nei festivi.
Il vantaggio è tanto più grande quanto più sposti i carichi pesanti nelle fasce economiche. Chi programma elettrodomestici e ricariche fuori dalle ore di punta ottimizza la spesa nel tempo, e su un anno la differenza si nota. La multioraria spinge questa logica un passo oltre, per chi ha consumi molto variabili e vuole il massimo allineamento tra prezzo e orario.
Dal 1° luglio 2024 il mercato di maggior tutela è stato chiuso per i clienti domestici non vulnerabili. ⚠️ Chi non ha scelto un'offerta in tempo è passato automaticamente al Servizio a Tutele Graduali (STG), un regime transitorio gestito da ARERA che accompagna la migrazione verso il mercato libero. Lo STG resterà attivo fino al 31 marzo 2027, dopodiché ogni cliente dovrà avere un contratto con un fornitore del mercato libero.
Le fasce orarie (F1, F2, F3) rimangono le stesse indipendentemente dal regime: le definisce ARERA e valgono tanto nello STG quanto nel mercato libero. Quello che cambia è il prezzo per fascia e la struttura del contratto. I clienti vulnerabili — anziani, disabili, chi è in difficoltà economica — restano invece nella maggior tutela e non sono coinvolti da questa transizione.
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