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Una guida onesta alla caldaia elettrica: quanto consuma, quanti kW chiede al contatore e in quali case conviene davvero, soprattutto con il fotovoltaico.

💡 Una caldaia elettrica scalda l'acqua con una resistenza elettrica (effetto Joule), senza bruciare nulla. È simile a quella di un bollitore o di uno scaldabagno, ma molto più potente: la corrente cede energia termica direttamente all'acqua. Raggiunta la temperatura impostata, una pompa di circolazione la spinge nei tubi fino ai termosifoni.
Per installarla bastano un attacco alla tubatura dell'acqua fredda e una presa di corrente adeguata. Niente allacciamento al gas, niente canna fumaria. È lo schema di ogni caldaia elettrica per termosifoni e acqua calda, con le differenze di modello che vedi più sotto.
Le fonti indicano un rendimento termico del 99%, cioè un'efficienza vicina al 100%. Il motivo: nel riscaldare l'acqua non ci sono dispersioni, quindi tutta l'energia elettrica consumata diventa calore.
Attenzione però: il dato descrive la conversione, non il costo dell'energia.
Sì: si collega senza problemi a un impianto a radiatori. I termosifoni tradizionali sono progettati per lavorare a circa 60-70 °C, e mantenere l'acqua così calda usando solo elettricità è molto costoso in termini di consumi.
Nel catalogo della caldaia Vaillant eloBLOCK l'acqua arriva fino a 85 °C, adatta ai radiatori. Il riscaldamento a pavimento richiede invece acqua a circa 35 °C.
Dipende dal modello. Alcune fonti la descrivono come adatta anche ad acqua calda sanitaria. I modelli a catalogo citati, Vaillant eloBLOCK e Ferroli Tor, sono però solo riscaldamento.
Per l'acqua calda sanitaria con questi modelli serve uno scaldabagno o un bollitore (Acquaclick). Se cerchi un modello anche per l'acqua calda, verifica sempre la scheda tecnica.
I modelli recenti hanno un pannello comandi o una centralina con termostato. Le funzioni ricorrenti sono tre:
Acquaclick indica come buona efficienza il riscaldamento istantaneo dell'Eloblock.
Le fonti non danno un costo per una casa di 100 mq. I consumi per il riscaldamento dipendono da quattro fattori: potenza del dispositivo (in kW, i chilowatt), dimensioni dell'abitazione, ore di utilizzo giornaliero e contratto energetico.
Un appartamento di 50-60 mq richiede meno energia di una casa di 100 mq. Per i 100 mq il modo onesto è calcolare il costo con la tua tariffa, come qui sotto.
Si parte da una formula: potenza per ore di funzionamento = kWh consumati. Il kWh, cioè il chilowattora, è l'unità con cui paghi l'energia.
Facciamo un caso tipo, dichiarato come ipotesi: una caldaia da 6 kW che funziona in media 3 ore al giorno consuma 18 kWh al giorno. Con 0,12 euro per kWh (tariffa di riferimento della fonte, non aggiornata al prezzo di mercato attuale) fanno circa 2,16 euro al giorno, circa 65 euro al mese e quasi 800 euro l'anno.
Non è il costo di una casa di 100 mq. Per rifare il conto con i tuoi dati:
Consumi e bolletta: a parità di calore prodotto l'elettricità costa mediamente più del metano. Il divario varia in base al mercato.
Senza un buon isolamento termico della casa, la bolletta può diventare salata.
Conviene sfruttare le fasce orarie più convenienti. Con una tariffa bioraria puoi programmare l'accensione nelle ore notturne.
Le caldaie elettriche domestiche hanno generalmente una potenza tra 3 e 12 kW. Il catalogo spazia da 3/6 kW fino a 36 kW (dato del 2020), e i modelli più potenti richiedono un contatore trifase, cioè con tre fasi di alimentazione. Il contatore è il vero limite, come vedi sotto.
La Vaillant eloBLOCK è disponibile nei tagli da 6, 9, 12 e 14 kW. Ecco come si dividono:
Con un contatore monofase restano quindi i tagli da 6 e 9 kW, sia di eloBLOCK sia di Ferroli Tor.
No. I classici 3 kW del contatore domestico non bastano: per scaldare un appartamento medio servono solitamente caldaie da 6 kW, 9 kW o anche 12 kW.
Secondo Acquaclick il massimo che i gestori concedono per i contatori monofase è 9 kW (dato dichiarato dalla fonte). Una caldaia da 9 kW con un contatore da 9 kW non lascia margine per nessun altro uso di corrente. I contatori tradizionali difficilmente supportano più della caldaia da 6 kW non a pieno regime.
Spesso sì. Usare la caldaia con altri elettrodomestici può causare continui blackout se la potenza disponibile è insufficiente, quindi per una caldaia da 6-12 kW si chiede al fornitore l'aumento di potenza.
È un costo da mettere in conto oltre al prezzo dell'apparecchio e al consumo, e comporta un costo fisso più alto in bolletta.
Prima di acquistare conviene far stabilire il fabbisogno termico dell'abitazione a un installatore o a un termotecnico qualificato. In alcune abitazioni la potenza del contatore può non bastare per ambienti ampi.
I prezzi generici partono da 500-600 euro per i modelli base con serbatoio da circa 50 litri. I modelli di maggiore potenza partono da 600-700 euro (700 euro per una fonte non datata) e possono arrivare a 1.000-1.500 euro o oltre per quelli molto avanzati.
Una delle fonti riporta cifre del 2020: sono probabilmente superate. Per i modelli precisi contano i listini dei negozi, qui sotto.
Il prezzo dipende da tre fattori: potenza (kW), dimensioni e caratteristiche specifiche (accessori, programmazione, controllo remoto).
Non conviene guardare solo il prezzo: un apparecchio molto economico ma di categoria energetica bassa può tradursi in un forte aumento della bolletta elettrica. Considera le dimensioni della casa, la capacità necessaria e funzioni come programmazione e controllo remoto.
La Vaillant eloBLOCK VE 6/14 (6 kW, monofase, solo riscaldamento) ha prezzi di vetrina discordanti per negozio e data. Non ne facciamo una media.
Su Acquaclick costa 563,15 euro tasse incluse (pagina del 23/01/2024, da verificare). Su Tavolla costa 600,94 euro e su Megaclima 611,32 euro, entrambi a una data non dichiarata.
Sono prezzi di listino del negozio, non di mercato, e alcuni modelli risultano non disponibili.
Gli eloBLOCK includono un sistema di deaerazione e una pompa modulante e sono pensati per abitazioni senza gas. Sul catalogo Megaclima (data non dichiarata) trovi:
La Ferroli Tor è solo riscaldamento, con modulazione avanzata e comandi remoti.
Dipende dalla casa, perché il punto debole è il costo di esercizio: il kilowattora costa più del gas metano e pesa in bolletta. A parità di consumi la caldaia a gas è in generale più conveniente.
L'elettrica ha però un prezzo d'acquisto più basso e non comporta i costi fissi della manutenzione annuale. Per questo conviene solo in alcuni casi, che trovi qui sotto.
Sono soprattutto vantaggi di installazione e di gestione:
Nella scelta tra caldaia a gas o elettrica, il gas vince per le case grandi. Il combustibile costa meno e la resa è buona anche con temperature esterne molto rigide.
Il gas chiede però un investimento iniziale maggiore (canna fumaria, allaccio alla rete del metano, certificazioni) e una manutenzione annuale obbligatoria che costa tra 80 e 150 euro a intervento.
Per abitazioni piccole il risparmio su installazione e manutenzione può compensare il maggior costo dell'energia elettrica. Per case grandi a uso intenso, come una famiglia di 4-5 persone con consumi continui, il gas resta in genere più conveniente nel lungo periodo.
Funziona bene fino a circa 50-60 mq (una fonte arriva a 60-70 mq), dove consumi e tempi di riscaldamento restano gestibili. Con metrature più grandi è preferibile una caldaia a gas.
Se stai valutando la sostituzione caldaia a gas con un'alternativa elettrica, il quadro è favorevole in questi casi:
In sintesi, una soluzione elettrica ha senso in appartamenti, case e uffici con accesso al gas limitato.
☀️ Abbinata a un impianto fotovoltaico, la caldaia può essere alimentata con energia autoprodotta durante le ore diurne. Secondo le fonti, così si riducono sensibilmente i costi operativi e l'impatto ambientale.
Le fonti non indicano taglie d'impianto né cifre di risparmio.
Ha senso con un impianto fotovoltaico con accumulo, o con un fotovoltaico potente che copra il fabbisogno durante il giorno. Altrimenti, con termosifoni che lavorano a 60-70 °C, i consumi pesano molto.
Una delle fonti, che elenca quattro casi in cui la soluzione elettrica conviene, mette questo al primo posto.
Sì. Per rendere più sostenibile l'impianto puoi scegliere una tariffa elettrica con energia al 100% da fonti rinnovabili.
Si confrontano tre strade: la soluzione elettrica, la pompa di calore e la caldaia a condensazione. La scelta dipende dalla tua casa e dalla presenza del gas.
La caldaia a condensazione funziona a gas, quindi per lei restano canna fumaria e manutenzione annuale. Cifre di rendimento e di prezzo qui non le diamo, perché non le abbiamo verificate.
💡 Questa caldaia non è una pompa di calore: il funzionamento e la produzione di calore sono molto diversi. Chi cerca una caldaia a pompa di calore sta in realtà cercando una pompa di calore.
La caldaia assorbe 1 kW elettrico e produce 1 kW di calore. La pompa di calore assorbe 1 kW elettrico e produce da 3 a 4 kW termici.
Questo rapporto si chiama COP, coefficiente di prestazione: quanto calore rende per ogni kWh di elettricità.
La pompa di calore consuma molta meno energia elettrica per produrre lo stesso calore, perché sfrutta l'aria esterna. Ha però un investimento iniziale per la macchina più elevato rispetto a una semplice resistenza elettrica.
Secondo Acquaclick è più conveniente soprattutto per ambienti medio-grandi. Chi vuole staccarsi dal gas può valutarla.
In assenza del gas esistono altre soluzioni elettriche:
Conviene valutare metratura e disponibilità della rete gas. Contano poi la presenza di fotovoltaico e le tue abitudini d'uso.
Proietta i costi su un orizzonte di almeno cinque anni.
Utilizza il cursore per selezionare l'area disponbile per l'installazione dell'impianto.

Definisci il fabbisogno eneregetico dell'Azienda ed il vostro attuale costo dell'energia.

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