Caldaia a condensazione: come funziona, vantaggi, svantaggi e prezzi

La caldaia a condensazione recupera il calore dei fumi di scarico per ridurre i consumi di gas: come funziona, quanto costa installarla e quali sono i suoi svantaggi reali, spiegati con numeri e norme aggiornate.

Davide Pesco
17/09/2026

Riassumi con:

Caldaia a condensazione: come funziona, vantaggi, svantaggi e prezzi

1. Caldaia condensazione cose come funziona contro e pro: definizione e funzionamento

Una caldaia a condensazione recupera il calore che una caldaia tradizionale butta via con i fumi di scarico. Un secondo scambiatore raffredda il vapore acqueo dei fumi fino a farlo condensare, e il calore liberato in quel passaggio torna a scaldare l'acqua del riscaldamento invece di uscire dalla canna fumaria. È questo il principio che fa la differenza: la caldaia tradizionale disperde quell'energia, la condensazione la recupera.

Il risultato si misura in un numero solo: il rendimento energetico supera il 90%, un dato confermato sia dalle schede tecniche dei produttori sia dalle risposte dei principali motori di ricerca generativi. Chi digita «caldaia condensazione cose come funziona contro e pro» cerca soprattutto due cose: come funziona nella pratica, e se conviene installarla in casa propria. Le prossime righe rispondono a entrambe, a partire dalle quattro fasi del processo.

In quali fasi si articola il funzionamento della caldaia a condensazione?

Il processo si articola in quattro fasi in sequenza, dalla combustione del gas alla distribuzione del calore in casa.

  1. Generazione: la combustione di gas metano o GPL produce il calore iniziale.
  2. Condensazione: i fumi si raffreddano fino al punto di rugiada e il vapore acqueo condensa.
  3. Recupero: uno scambiatore dedicato cattura l'energia termica latente liberata dalla condensa.
  4. Distribuzione: il circolatore integrato porta il calore recuperato ai radiatori o all'impianto radiante.

A cosa serve esattamente una caldaia a condensazione?

Serve a produrre acqua calda per il riscaldamento di casa, bruciando un combustibile fossile: gas metano o GPL, il gas in bombole o in serbatoio che si usa dove la rete del metano non arriva. Nei modelli combinati la stessa caldaia scalda anche l'acqua calda sanitaria — quella del rubinetto e della doccia — senza bisogno di un boiler separato. È la configurazione più diffusa nelle abitazioni italiane, proprio perché copre entrambi i bisogni con un solo apparecchio.

Come funziona la versione a camera stagna?

Nella versione a camera stagna il bruciatore lavora esattamente come in una caldaia tradizionale: preleva l'aria dall'esterno tramite un condotto dedicato e scalda l'acqua bruciando il combustibile. La differenza sta dopo la combustione: invece di disperdere i gas residui dalla canna fumaria, la caldaia a condensazione li fa passare nel secondo scambiatore e ne recupera l'energia residua prima di espellerli.

Con quali impianti di riscaldamento rende di più, e quanto si risparmia?

Rende di più con gli impianti che lavorano a basse temperature di mandata, tipiche del riscaldamento a pavimento e dei termosifoni ben dimensionati: più bassa è la temperatura dell'acqua che circola, più efficace è la condensazione dei fumi, e più alto il rendimento reale. È comunque compatibile con la rete del gas esistente e con i classici termosifoni, anche se in quel caso il vantaggio si riduce leggermente.

Sul risparmio il dato è concreto: sfruttando quasi tutta l'energia disponibile nel combustibile, una caldaia a condensazione taglia i costi di riscaldamento e le emissioni fino al 30% rispetto a una caldaia tradizionale. Il vantaggio resta anche nei climi più rigidi, perché il funzionamento a basse temperature dei termosifoni non ne compromette l'efficienza.

2. È conveniente installare una caldaia a condensazione?

✅ Sì, conviene: una caldaia a condensazione riduce i consumi di gas — e la spesa in bolletta — del 20-30% circa rispetto a una caldaia tradizionale, un risparmio che si vede soprattutto con un uso continuativo del riscaldamento. Un impianto ben scelto raggiunge un'efficienza energetica tra il 92% e il 94%, il valore che concorre a definire la classe energetica indicata sull'etichetta del dispositivo.

Il risparmio non è automatico: dipende da quante ore al giorno tieni acceso il riscaldamento e da come è dimensionato il resto dell'impianto. Nei prossimi paragrafi trovi i vantaggi concreti per installarla, quando conviene anche con un impianto vecchio, e cosa cambia dal punto di vista fiscale.

Quali sono i motivi principali per installarla?

I motivi si riducono a un mix di risparmio, affidabilità e margine di crescita futuro.

  • Costi di installazione contenuti rispetto ad altre tecnologie di riscaldamento.
  • Rendimento energetico elevato, con conseguente riduzione di consumi ed emissioni.
  • Maggiore affidabilità del sistema nel tempo.
  • Possibilità di accedere a incentivi fiscali, quando previsti dalla normativa in vigore al momento dell'installazione.
  • Conformità alle normative più recenti in materia di efficienza energetica.
  • Possibilità di ampliare il sistema integrandolo con pannelli fotovoltaici, pompe di calore o un controllo da remoto.

È vantaggiosa anche per chi ha un impianto di riscaldamento vecchio?

Sì, soprattutto se il tuo impianto ha oltre 10-15 anni di età: passare alla condensazione in quel caso aumenta l'affidabilità e riduce i guasti, evitando costi di manutenzione sempre più frequenti col passare degli anni. Questa soglia riguarda l'età dell'impianto che sostituisci, non la durata della caldaia nuova che stai per installare. Un impianto datato tende infatti a guastarsi più spesso proprio quando serve di più, nei mesi più freddi.

Quali obblighi e documenti comporta l'installazione?

Un solo obbligo documentale, ma non facoltativo: al termine dei lavori il tecnico deve rilasciare la Dichiarazione di Conformità dell'impianto, un documento obbligatorio per legge che certifica il rispetto delle normative vigenti. Conservalo insieme al libretto della caldaia: ti servirà per la manutenzione periodica e in caso di controlli. Se ne occupa il tecnico incaricato dell'installazione, non tu: il tuo compito è conservare la documentazione.

Si possono ancora ottenere detrazioni fiscali per installarla?

No, non più dal 2025. Le detrazioni caldaia a condensazione fino al 65% della spesa sostenuta erano valide fino all'entrata in vigore della Legge di bilancio 2025, che ne ha eliminato la possibilità per le caldaie alimentate solo a combustibili fossili. Se stai valutando l'installazione oggi, verifica con il tuo tecnico o commercialista quali incentivi restano disponibili nella tua situazione specifica, perché il quadro normativo su questo tema cambia spesso.

3. Quali sono gli svantaggi delle caldaie a condensazione?

⚠️ Tre in particolare, ed è giusto dirli senza girarci intorno: il costo iniziale più alto, la manutenzione più frequente e specializzata, e la possibile incompatibilità con l'impianto di riscaldamento che hai già in casa.

  • Costo iniziale più elevato rispetto a una caldaia tradizionale.
  • Manutenzione caldaia a condensazione più frequente e specializzata, non fai-da-te.
  • Possibile incompatibilità con gli impianti esistenti: le temperature di mandata più basse possono richiedere l'adattamento o la sostituzione dei radiatori con sistemi radianti a pavimento o a parete, per sfruttare davvero l'efficienza dichiarata.

Vale la pena dirlo chiaramente, senza attenuarlo in un elenco di soli vantaggi: sono limiti reali, non dettagli trascurabili.

Quando l'investimento iniziale si ripaga davvero?

Si ripaga solo con un uso costante del riscaldamento: il costo più alto di acquisto e installazione ha bisogno di ore di funzionamento per essere ammortizzato. Se i tuoi consumi sono bassi — una casa piccola, ben isolata, riscaldata poche ore al giorno — l'investimento è più difficile da recuperare, e in quel caso una caldaia tradizionale può risultare più conveniente.

Che intervento tecnico richiede lo smaltimento della condensa?

Richiede di allacciare l'impianto allo scarico delle acque nere, per smaltire la condensa residua della combustione. È un intervento che alza il prezzo e rallenta l'installazione, soprattutto se lo scarico delle acque nere non si trova già vicino al punto in cui verrà posizionata la caldaia. Fattelo indicare nel preventivo prima di firmare, così eviti sorprese sul costo finale.

Quali problemi tecnici sono più comuni, e quando serve un tecnico?

I tre problemi più comuni sono questi.

  • Perdita d'acqua dall'impianto o dai raccordi.
  • Variazione anomala della pressione, in salita o in discesa.
  • Blocco della caldaia, con conseguente arresto del riscaldamento.

Un rumore più forte o irregolare del normale è un altro segnale da non ignorare: può indicare un'anomalia al flusso del gas, allo scambiatore di calore primario o alla ventola di espulsione fumi. In tutti questi casi serve un tecnico specializzato, non un tentativo fai-da-te.

4. Caldaia a condensazione, caldaia tradizionale e pompa di calore: le differenze

La differenza tra le tre tecnologie sta soprattutto in come trattano l'energia dei fumi e il combustibile che usano. La caldaia tradizionale ha un solo scambiatore ed espelle i fumi ancora caldi, disperdendo l'energia latente del vapore acqueo; la caldaia a condensazione la recupera con un secondo scambiatore, raffreddando i fumi fino al punto di rugiada — a fronte di un sottoprodotto in più da gestire, la condensa, che va smaltita con un tubo di drenaggio dedicato e assente nei sistemi tradizionali. La pompa di calore cambia gioco del tutto: non brucia nulla, sposta energia termica già presente nell'aria o nel terreno.

Come funziona una caldaia tradizionale, e in quali fasi?

Una caldaia a gas tradizionale trasferisce il calore dai gas di combustione all'acqua del riscaldamento con un unico scambiatore, in quattro fasi. È lo schema che ha riscaldato le case italiane per decenni, prima della diffusione della condensazione.

  1. Combustione del gas nel bruciatore.
  2. Scambio termico tra i fumi caldi e l'acqua del circuito.
  3. Distribuzione dell'acqua calda ai radiatori.
  4. Evacuazione dei fumi residui, ancora caldi, tramite la canna fumaria.

Quanto è più efficiente la condensazione rispetto alla tradizionale, e quanto riduce le emissioni?

Chi cerca una caldaia a condensazione Vaillant trova un'efficienza dichiarata superiore al 90%, fino al 98% nei modelli ecoTEC plus ed ecoTEC pro. Le caldaie tradizionali, invece, si fermano al massimo al 70%: la differenza è tutta nell'energia che le prime recuperano dai fumi e le seconde disperdono dalla canna fumaria.

Sul fronte ambientale il divario è altrettanto netto: le emissioni di CO2 sono inferiori del 30% rispetto a una caldaia tradizionale, a parità di calore prodotto. Per te si traduce in una bolletta del gas più leggera, a parità di ore di riscaldamento acceso.

In cosa si differenzia la caldaia a condensazione da una pompa di calore?

Come funziona la pompa di calore, in sintesi: preleva energia termica già presente nell'aria esterna o nel terreno e la trasferisce all'impianto di riscaldamento, senza bruciare alcun combustibile. Può essere alimentata da fonti fino al 100% rinnovabili, mentre la caldaia a condensazione resta legata al gas o al GPL — e questo riduce le emissioni legate alla produzione di energia proprio nel punto in cui viene usata.

Le due tecnologie non sono per forza alternative: la caldaia a condensazione resta il sostituto naturale di una tradizionale quando l'impianto non cambia, ma può anche essere abbinata alla stessa pompa di calore o al solare termico nello stesso impianto — una configurazione nota come caldaia ibrida.

Quanto costa una pompa di calore rispetto alla caldaia a condensazione?

Un confronto diretto a parità di condizioni non esiste nelle fonti disponibili: quello che si può dire con certezza è il prezzo assoluto di una pompa di calore. Una pompa di calore aria-aria parte mediamente da 2.500 € fino a 5.000 €, mentre una aria-acqua costa tra 5.000 € e 12.000 € o più nelle case più grandi o con impianti ad alta efficienza. Per un appartamento standard di 100 mq il costo si colloca di solito tra 5.000 € e 9.000 €, una fascia che puoi usare come riferimento quando chiedi un preventivo.

5. Prezzo e costo di una caldaia a condensazione: quanto si spende

Una caldaia a condensazione costa indicativamente da 290 euro per i modelli più semplici fino a circa 4.400 euro per un modello in classe energetica A+++, adatto anche a un appartamento di circa 150 m². 💶 Le ricerche «Caldaia a condensazione prezzo» e «Caldaia a condensazione classe A prezzo» valgono insieme 12.100 ricerche al mese sul solo intento prezzo — lo stesso identikit di chi digita «caldaia a condensazione prezzi»: vuole una cifra secca, non una descrizione generica delle caratteristiche. Il prezzo finale dipende dalla potenza necessaria, dalla marca scelta e dai costi di installazione, oltre che dalla classe energetica del modello.

Quanto costa installare o sostituire una caldaia in generale, non solo a condensazione?

Il costo per installare o sostituire una caldaia di qualsiasi tipologia, non solo a condensazione, varia indicativamente tra 700 e 3.500 euro. ⚠️ È una cifra generica, non specifica alla condensazione: la spesa reale dipende dalla tipologia dell'apparecchio, dalla potenza necessaria, dalla complessità del montaggio e dall'eventuale rimozione della vecchia caldaia. È un intervallo più ampio di quello indicato per le sole caldaie a condensazione, perché comprende anche i modelli tradizionali di fascia più economica e le installazioni più semplici.

In quanto tempo si ammortizza il costo più alto rispetto a una tradizionale?

L'investimento più alto si ripaga in genere entro un paio d'anni. Il costo di acquisto di una caldaia a condensazione è leggermente superiore a quello di una caldaia tradizionale, ma il risparmio energetico generato nel tempo compensa la differenza in tempi brevi. Il recupero è più rapido negli impianti a bassa temperatura, come i pannelli radianti, dove la caldaia a condensazione rende di più. Un paio d'anni di risparmio in bolletta bastano quindi a coprire la differenza di prezzo, prima ancora di considerare eventuali incentivi.

Quanto costano manutenzione e gestione ogni anno?

La manutenzione e la gestione annuale di una caldaia a condensazione costano indicativamente tra 250 e 350 euro l'anno, calcolati su una media europea. È una cifra da mettere in conto accanto al prezzo di acquisto: non è un costo occasionale, ma una spesa ricorrente per tutta la vita utile dell'apparecchio.

Il tipo di caldaia o l'abbinamento a fonti rinnovabili cambiano il prezzo?

Sì, il tipo di caldaia scelto cambia il prezzo. Una caldaia murale è in genere più economica di una caldaia a basamento, anche se il costo finale dipende anche dai costi di installazione e da eventuali ampliamenti dell'impianto esistente.

Abbinare la nuova caldaia a condensazione a una fonte di energia rinnovabile — una pompa di calore o un pannello solare — permette inoltre di accedere a incentivi fiscali aggiuntivi. 💡 È una combinazione che alza la spesa iniziale ma apre ad agevolazioni che possono compensarla, a patto di verificare i requisiti in vigore al momento dell'installazione.

6. Quando non si potranno più usare le caldaie a condensazione?

Dal 2040 non sarà più possibile vendere caldaie alimentate a sole fonti fossili: è lo stop che la Commissione Europea sta rilanciando, una misura che spingerà il mercato verso soluzioni di riscaldamento a basso impatto ambientale, come le caldaie a condensazione abbinate a tecnologie rinnovabili. ⚠️ Nessuna fonte disponibile chiarisce oggi cosa succederà agli impianti già installati: la misura riguarda la vendita di nuovi apparecchi, e non è ancora certo se, e come, toccherà le caldaie già in funzione nelle case. È un punto su cui vale la pena restare aggiornati, soprattutto se si pianifica una sostituzione nei prossimi anni.

Da quando cambiano gli incentivi per la sostituzione della caldaia?

Dal 1° gennaio 2025 l'installazione di una nuova caldaia in un impianto di climatizzazione invernale già esistente non è più soggetta ad alcuna forma di agevolazione fiscale. Il cambiamento arriva dalla Legge di bilancio 2025, in attuazione della Direttiva Comunitaria 2024/1275 del 24 aprile 2024 — nota come EPBD IV, la direttiva europea sul rendimento energetico degli edifici. È uno scenario diverso dallo stop europeo alla vendita di caldaie nuove a sole fonti fossili: riguarda gli incentivi fiscali per chi sostituisce una caldaia in un impianto già esistente, non il futuro della vendita di apparecchi nuovi in generale.

Quali obblighi normativi regolano lo scarico dei fumi?

Canna fumaria caldaia a condensazione: la normativa di riferimento è la legge 90/2013. All'articolo 17-bis impone il collegamento a canne fumarie con sbocco sopra il tetto per tutti gli impianti installati dopo il 31 agosto 2013, salvo deroghe specifiche. In pratica, il tubo di scarico dei fumi deve superare l'altezza del tetto dell'edificio, e non fermarsi a una parete esterna.

In quali casi sono ammesse deroghe allo scarico fumi sopra il tetto?

Lo scarico fumi caldaia a condensazione sopra il tetto ammette deroghe in tre casi:

  • presenza di uno scarico a parete o di una canna collettiva ramificata già esistente nell'edificio;
  • incompatibilità tecnica dell'adeguamento con le norme comunali, regionali o nazionali in vigore nella zona;
  • attestazione firmata dal progettista sull'impossibilità tecnica di realizzare lo scarico sopra il tetto.

7. Manutenzione, durata e installazione della caldaia a condensazione

La manutenzione annuale di una caldaia, tradizionale o a condensazione, è obbligatoria per legge. Il DPR 74/2013 affida il controllo periodico a tecnici qualificati — gli stessi abilitati anche all'installazione — ed è un costo ricorrente da mettere in conto oltre al prezzo di acquisto: serve a garantire sicurezza e prestazioni nel tempo, non è un adempimento burocratico fine a sé stesso. 💡 C'è anche un altro passaggio da considerare quando si installa una nuova caldaia a condensazione: se il nuovo apparecchio cambia la classe energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare, può servire aggiornare l'APE, l'attestato di prestazione energetica che certifica quanto consuma un immobile. Lo prevede l'articolo 6 del D.Lgs. 192/2005 sulla certificazione energetica degli edifici.

Cosa comprende un controllo di manutenzione ordinaria?

Un controllo di manutenzione ordinaria comprende:

  • controllo e pulizia dello scambiatore di calore e del sistema di condensazione;
  • controllo dei fumi di scarico;
  • verifica di pressione e temperatura di mandata e ritorno;
  • ispezione della valvola di sicurezza;
  • verifica della composizione dei gas di scarico;
  • controllo dei dispositivi di sicurezza e delle aperture di ventilazione;
  • pulizia di bruciatori e tubazioni;
  • sostituzione periodica dei filtri, secondo le indicazioni del produttore.

Sono i controlli previsti dal DPR 74/2013, la norma che rende la manutenzione annuale obbligatoria per legge: un tecnico qualificato li esegue tutti nella stessa visita, non a spizzichi durante l'anno.

Ogni quanto va fatta la revisione, e quanto dura in media la caldaia?

La revisione della caldaia a condensazione va fatta al 4° anno dall'installazione, e poi ogni 2 anni. In media, una caldaia a condensazione dura dai 10 ai 15 anni, e i programmi di estensione di garanzia permettono di sottoscrivere un contratto di manutenzione dedicato per allungare la copertura oltre lo standard. Rispettare questa cadenza aiuta a mantenere l'impianto in salute più a lungo, riducendo il rischio di guasti prima del previsto.

Come si svolge il processo di installazione, passo per passo?

Il processo di installazione di una caldaia a condensazione si articola in sei fasi, dal primo contatto con l'installatore fino all'accensione dell'impianto:

  1. consulenza sui prodotti disponibili;
  2. sopralluogo con preventivo gratuito;
  3. scelta del posizionamento;
  4. progettazione e dimensionamento della potenza necessaria;
  5. installazione vera e propria;
  6. test di funzionamento, con rilascio della dichiarazione di conformità e attivazione della garanzia.

Quali dispositivi di sicurezza integra la caldaia, e che differenza c'è tra camera aperta e camera stagna?

Il sistema di sicurezza di una caldaia a condensazione integra tre dispositivi:

  • la valvola di sicurezza, che scarica l'acqua all'esterno dell'impianto al raggiungimento della pressione massima programmata;
  • il pressostato acqua, che blocca l'accensione se la pressione scende sotto la soglia minima;
  • il pressostato aria/fumi, che blocca la caldaia in caso di anomalia nella pressione dei gas di scarico.

Le caldaie a gas possono essere a camera aperta o a camera stagna, e la differenza è soprattutto installativa. Nella camera aperta, l'ossigeno per la combustione viene prelevato direttamente dall'ambiente, che deve quindi essere ventilato — un'installazione oggi non più prevista per legge, salvo casi specifici. Nella camera stagna, la camera di combustione è sigillata e riceve l'ossigeno tramite un condotto dedicato dall'esterno: per questo è installabile anche in spazi piccoli e chiusi come il bagno.

8. Tipologie, marche e potenze: quale caldaia a condensazione scegliere tra gas e GPL

Le caldaie a condensazione sono adatte a ogni tipologia di abitazione — murale, a basamento, da interno, da esterno o da incasso — a una condizione: che sia presente un sistema di scarico fumi a parete verso l'esterno. Le ricerche «Caldaia a condensazione funziona a gas» e «Caldaia a condensazione a gas» segnalano un interesse specifico sulla compatibilità con il gas metano, da distinguere dal GPL. ⚠️ Nessuna fonte di questo dossier, però, offre dati che distinguano tecnicamente o a livello di prezzo i due combustibili oltre alla compatibilità generica: qui non trovi quindi una differenza di prezzo netta tra gas metano e GPL, perché nessuna fonte disponibile la conferma.

Che potenza serve in base alla superficie, e quali varianti aumentano il risparmio?

La potenza minima necessaria in riscaldamento dipende dalla superficie da riscaldare:

  • 60 m²: circa 24 kW;
  • 90 m²: 24-30 kW;
  • 120 m²: 30 kW;
  • 150 m²: 30-35 kW;
  • 200 m²: 35 kW.

Sono valori indicativi, da adattare al numero di persone in casa e al tipo di impianto: una caldaia a condensazione 24 kW, per esempio, è indicata per circa 60 m², mentre una caldaia a condensazione 30 kW copre fino a 120 m².

Le caldaie a doppia condensazione, dotate di un doppio scambiatore che richiama, per analogia, il recupero di energia cinetica delle monoposto di Formula 1 (il sistema KERS/ERS, cioè il sistema di recupero dell'energia in frenata), possono garantire un risparmio energetico fino al 40% rispetto ai modelli con un solo scambiatore.

Una caldaia a condensazione Vaillant, per fare un esempio concreto, copre un ventaglio di potenze molto ampio: la murale ecoTEC plus VM va da 48 a 720 kW in configurazione a cascata, pensata per condomini ed edifici multifamiliari; tra i modelli a basamento, l'ecoVIT exclusive VKK copre 47-65 kW e l'ecoCRAFT exclusive VKK le taglie da 80 a 260 kW.

Il modello compatto ecoTEC intro (626x270x400 mm) è pensato per superfici tra 60 e 90 m², per chi ha poco spazio a disposizione.

Che differenza c'è tra i modelli murali, a basamento e per installazione interna o esterna?

Le caldaie a condensazione si dividono in tre tipologie installative:

  • da interni, più compatte;
  • da esterni, installate su terrazzi o balconi per risparmiare spazio in casa;
  • da incasso, nascoste all'esterno dell'abitazione.

Una caldaia a condensazione da esterno, in particolare, è la scelta più comune per chi vuole liberare spazio negli ambienti interni. Sul piano della tipologia, invece, le caldaie si distinguono in murali — più compatte, adatte a spazi limitati — e a basamento, più ingombranti ma indicate per case di dimensioni maggiori con un locale tecnico dedicato. Le caldaie a basamento dispongono spesso di un bollitore integrato che può superare i 100 litri, e richiedono in genere una manutenzione minore rispetto ai modelli murali. La scelta tra le due tipologie dipende quindi soprattutto dallo spazio disponibile e dal fabbisogno di acqua calda della famiglia, non da un modello oggettivamente migliore.

Come cambia la caldaia in base alla produzione di acqua calda e al servizio offerto?

Le caldaie a condensazione si distinguono anche per come producono l'acqua calda sanitaria. Quelle ad accumulo, con un serbatoio interno, sono indicate per chi ha bisogno di grandi quantità d'acqua calda da più punti — famiglie numerose, più bagni in casa. Quelle istantanee, senza boiler, si attivano solo all'apertura del rubinetto e sono più adatte a un appartamento con un solo bagno.

C'è poi la distinzione per servizio offerto: una caldaia a servizio semplice riscalda solo l'ambiente, ed è abbinabile a un bollitore separato per l'acqua calda sanitaria; una caldaia combinata a doppio servizio eroga anche l'acqua calda sanitaria, in modalità istantanea o stoccata.

Le versioni compatte, infine, possono integrare anche un sistema solare termico: offrono un risparmio energetico significativo, più versatilità in spazi ridotti, una riduzione delle emissioni di CO2 e un possibile miglioramento della classe energetica dell'edificio.

Quali marche scegliere e quanto costano?

A parità di taglia (circa 24 kW), il prezzo di una caldaia a condensazione varia sensibilmente da marca a marca:

  • Bosch: circa 1.200 €;
  • Vaillant: circa 1.300 €;
  • Ferroli: circa 1.500 €;
  • Junkers: fino a una media di 1.900 €.

Una caldaia a condensazione Bosch, quindi, resta l'opzione più economica tra queste quattro marche, mentre una caldaia a condensazione Vaillant si posiziona appena sopra. Come alternativa alla caldaia a gas, esiste anche la caldaia elettrica per riscaldamento e acqua sanitaria, con un prezzo medio intorno a 1.500 €.

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Domande Frequenti

Quali sono i rischi associati alle caldaie a condensazione?
Che problemi danno le caldaie a condensazione
Differenza tra caldaia a condensazione e caldaia tradizionale
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È possibile installare una caldaia a condensazione in un condominio?
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Quali sono i segnali che indicano che è ora di sostituire la caldaia?
Si può installare una caldaia a condensazione fai da te?
Quali norme regolano l'installazione e la manutenzione della caldaia a condensazione?