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Hai pagato il canone in bolletta senza doverlo? Il rimborso si chiede all'Agenzia delle Entrate, online o per raccomandata, e arriva tramite il tuo fornitore di luce, di solito come credito sulla prima fattura utile.

💡 Il rimborso del canone spetta quando hai pagato un canone Rai in bolletta che non dovevi. La richiesta va all'Agenzia delle Entrate, non al tuo fornitore di luce. Qui vedi chi può farla, con quale modello e quando arriva il denaro.
La domanda si presenta in via telematica. Può farla il titolare dell'utenza elettrica, i suoi eredi o gli intermediari abilitati.
Il modello serve solo per il canone TV per uso privato, pagato con addebito nelle fatture elettriche, quando non era dovuto. È un rimborso del canone non dovuto, non una generica contestazione.
Il modello è stato approvato con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 2 agosto 2016.
Il rimborso del canone si ottiene con una domanda all'Agenzia delle Entrate, online oppure per raccomandata. La strada più comoda è il servizio web: non scarichi nessun programma e compili tutto dal browser.
Usa il servizio «Rimborso del canone TV addebitato nelle fatture elettriche - Compilazione e invio web», nell'area riservata dei servizi telematici. Il rimborso canone Rai online non richiede software da installare.
Accedi con SPID, CIE o CNS oppure con le credenziali Entratel/Fisconline. SPID è l'identità digitale, CIE la carta d'identità elettronica e CNS la carta nazionale dei servizi. Per assistenza c'è il numero generale dell'Agenzia, 800.90.96.96.
Sì, la domanda può viaggiare anche per posta. Spedisci il modello con un documento di riconoscimento valido all'Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale I di Torino, Ufficio Canone TV, Casella postale 22, 10121 Torino.
Nel modello scegli una causale. Il codice 3 vale se hai pagato il canone in bolletta e anche in un altro modo, per esempio con l'addebito sulla pensione. Il codice 6 copre qualsiasi altro motivo, che descrivi in poche righe.
Il modulo canone Rai ufficiale è sul sito dell'Agenzia delle Entrate, insieme alle istruzioni di compilazione. Non ti serve cercarlo altrove.
A seconda del caso, prepara questi documenti:
Cerca la sezione «Canone TV Richiesta di rimborso - Modelli e istruzioni» sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Lì trovi il modello e le indicazioni per compilarlo.
Vuoi fare la richiesta esenzione canone Rai da over 75, ma hai già pagato in bolletta? Usi la causale con codice 1 e alleghi una dichiarazione sostitutiva. Conta il reddito dell'intera famiglia, non solo il tuo.
Per l'esenzione canone Rai, la causale con codice 1 richiede che tu o un familiare abbiate più di 75 anni. Il reddito familiare non deve superare 6.713,98 euro. Dal 2018 conta il reddito familiare dell'anno precedente, che non deve superare 8.000 euro.
Se hai pagato il canone Rai fuori bolletta, per esempio con l'addebito sulla pensione, il modello della bolletta non è quello giusto. Per gli over 75 esiste un modello specifico per questi casi.
✅ Prima di inviare, controlla come hai pagato davvero: il modello giusto dipende da lì.
Doppio pagamento, decesso ed esenzioni hanno causali dedicate nel modello. La fonte ufficiale non parla di «doppio pagamento» in generale, ma di canone addebitato più volte in modi precisi. Questi sono i casi più comuni.
Se il canone è finito sulla tua bolletta e anche su quella di un altro componente della stessa famiglia anagrafica, usi il codice 4. Indichi il codice fiscale del familiare e il periodo in cui la condizione sussiste.
Sì: gli eredi del titolare del contratto di fornitura elettrica possono presentare la richiesta di rimborso. L'Agenzia delle Entrate ha anche un servizio per i rimborsi intestati a un contribuente deceduto.
Il codice 2 vale per chi è esente in base ad accordi internazionali, come diplomatici o militari stranieri. Il codice 5 vale per chi dichiara che né lui né i familiari possiedono un televisore. In entrambi i casi serve una dichiarazione sostitutiva.
Il rimborso del canone te lo eroga il tuo fornitore di luce, di solito come credito sulla prima fattura utile. Solo se qualcosa va storto interviene direttamente l'Agenzia.
Le imprese elettriche rimborsano con accredito sulla prima fattura utile, oppure con altre modalità che garantiscano il pagamento effettivo. Il limite è di 45 giorni dalla ricezione delle informazioni trasmesse dall'Agenzia. I tempi partono da quel momento.
Se il rimborso a cura dell'impresa elettrica non va a buon fine, lo paga direttamente l'Agenzia delle Entrate.
💡 La pagina ufficiale non indica scadenze per presentare la domanda, quindi conviene non aspettare.
Utilizza il cursore per selezionare l'area disponbile per l'installazione dell'impianto.

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