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Le nuove classi energetiche dalla A alla G: a quanti kWh corrisponde la classe D e come cambiano i numeri per frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e asciugatrici. Con i consumi reali per categoria, scegli sui dati e non sulla lettera.

💡 La regola pratica è una sola: confronta i kWh, non solo la lettera. La classificazione energetica serve a mettere a confronto apparecchi con la stessa funzione, così capisci al volo quale consuma meno. Ma due prodotti nella stessa classe possono avere prestazioni diverse, e qui nasce la maggior parte degli errori di acquisto.
Per orientarti ti basta tenere d'occhio quattro informazioni per ogni famiglia di prodotto: la vecchia classe, la nuova classe probabile, cosa significa in pratica e il consumo di riferimento. Quel dato di consumo è il vero metro di paragone, perché traduce la lettera dell'etichetta in numeri concreti di kWh.
Il dato che conta è il consumo reale, indicato in kWh/anno o in kWh/ciclo. Fidarti solo della classe può ingannarti: apparecchi della stessa classe consumano talvolta in modo molto diverso, e la differenza la vedi solo sui numeri.
La posta in gioco è alta. ⚡ Un elettrodomestico nella classe più alta disponibile può consumare almeno la metà rispetto a un modello di classe bassa. Tradotto in bolletta: la classe che scegli oggi vale da qualche decina a diverse centinaia di euro nei consumi dei prossimi anni.
Per orientarti subito, ecco la corrispondenza indicativa tra le vecchie classi e le nuove, categoria per categoria. Trattala come bussola di partenza, non come regola assoluta: i criteri di calcolo cambiano da apparecchio ad apparecchio.
Frigoriferi e congelatori: il vecchio A+++ si posiziona oggi in classe B o C; il vecchio A++ scende a C o D; il vecchio A+ atterrava su D o E. Lavatrici e lavasciuga seguono una logica simile: il vecchio A+++ finisce in classe A o B, l'A++ si colloca tra B e C, l'A+ tra C e D. Sulle lavastoviglie il vecchio A+++ corrisponde ora a una classe B, l'A++ scende a C, l'A+ si colloca tra D ed E. Sulle asciugatrici la nuova scala premia la pompa di calore: i vecchi A+++ con pompa di calore si posizionano tra A e B, quelli senza possono finire anche in C o D.
In breve: i vecchi A+, A++ e A+++ non esistono più, sostituiti da una scala unica dalla A alla G. Non è stato solo un cambio di nome. È stata anche una ridistribuzione dei livelli di efficienza per categoria di prodotto, con un ricalcolo dei parametri.
La nuova scala A-G vale per molte categorie: A è la massima efficienza, G la minima. Attenzione però, perché i criteri di calcolo cambiano da prodotto a prodotto, con metriche come kWh/anno o kWh/ciclo. Per questo la corrispondenza tra vecchio e nuovo non è uniforme e non si confronta a occhio tra categorie diverse.
Ecco perché tanti prodotti prima etichettati A++ o A+++ oggi finiscono su classi intermedie come C, D o E. È voluto: la classe A è stata resa intenzionalmente difficile da raggiungere, così resta riservata ai modelli davvero al top dell'efficienza sul mercato.
Una tabella di corrispondenza ti serve come bussola, ma trattala sempre come indicativa. La stessa lettera ha significati tecnici diversi per frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e asciugatrici, perché i criteri di prova cambiano da un apparecchio all'altro.
Ogni categoria misura l'efficienza con un'unità sua, e sapere quale guardare ti evita confronti sbagliati. I frigoriferi si valutano sul consumo annuo: la classe A parte da 100 kWh/anno, la classe G comprende i consumi superiori a 303 kWh/anno. Le lavastoviglie da 12 coperti usano il consumo per 100 cicli — la classe A arriva fino a 34 kWh/100 cicli, la classe G supera i 65 kWh/100 cicli. I forni domestici, secondo la vecchia etichetta, si misuravano in kWh per ciclo: la classe A+++ stava fino a 0,47 kWh per ciclo, i forni di classe D partivano da 1,543 kWh per ciclo.
La conseguenza pratica è chiara: una classe C su un frigorifero non equivale a una classe C su una lavastoviglie. Confronta sempre apparecchi della stessa categoria, usando la sua unità di misura.
EPREL (European Product Registry for Energy Labelling) è il registro ufficiale europeo dove i produttori caricano i dati tecnici certificati di ogni elettrodomestico prima di venderlo nell'UE. Ogni nuova etichetta energetica riporta un QR code che punta direttamente alla scheda EPREL del modello: scansionandolo con il telefono vedi subito il foglio tecnico completo, con consumi reali, parametri di prova e specifiche di rumorosità. È il modo più rapido per verificare i dati dichiarati prima di acquistare.
In una riga: la classe D è una fascia medio-bassa, sotto A, B e C ma sopra E, F e G. ✅ Non vuol dire prodotto scadente: vuol dire un compromesso tra prezzo e consumi che, in certi usi, ha senso. Le soglie sono fissate a livello europeo, con misurazioni standardizzate per ogni classe.
Sul frigorifero, un modello di classe D consuma più di uno di classe superiore, ma resta preferibile a E, F o G. Più energia, ma può andare bene se l'uso e il budget lo giustificano.
Sulla lavatrice, la classe D significa un consumo medio per ciclo più alto. Userai più chilowattora a lavaggio, con un effetto sulla bolletta. In cambio, di solito, paghi meno l'apparecchio: un compromesso tra costo iniziale e operatività.
Sull'asciugatrice, la classe D ha efficienza limitata e chiede più energia per ciclo. Conviene guardare le specifiche tecniche e il tuo modo di usarla, perché il consumo per ciclo fa la differenza sul costo reale.
Ecco i consumi indicativi della classe D, apparecchio per apparecchio:
Sui frigoriferi il range è tra 156 e 194 kWh/anno per un modello tipico da circa 300 litri con sbrinamento automatico — un dato che pesa, perché il frigo lavora senza sosta. Sulle lavastoviglie si parla di 47-53 kWh ogni 100 cicli su un modello da 12 coperti: valuta sempre l'equilibrio tra prezzo e consumo nel tempo. Sui forni, secondo la vecchia classificazione, almeno 1,543 kWh per ciclo, utile come termine di paragone con i modelli più recenti. Sulle lavatrici il riferimento va letto sul consumo per 100 cicli, insieme alla capacità di carico e all'efficienza della centrifuga — in genere adatte a famiglie con uso moderato. Sulle asciugatrici i consumi sono spesso elevati per ciclo, con tecnologie meno avanzate rispetto alla pompa di calore: adatte a un uso occasionale, ma confronta sempre consumo e tecnologia prima di decidere.
La classe D ti dà un'efficienza intermedia o medio-bassa sulla scala A-G: sotto A, B e C, sopra E, F e G. Non significa automaticamente qualità inferiore. Spesso è un punto di equilibrio tra efficienza e costo accessibile, senza rinunce pesanti sulla funzionalità.
Per te la D conviene soprattutto se vuoi contenere il prezzo di acquisto o se l'apparecchio lo usi di rado. Se invece l'uso è intenso, pesala con attenzione: il risparmio sull'acquisto rischia di evaporare nei consumi.
Prima di decidere, guarda oltre la lettera. Contano anche il consumo annuo o per ciclo, la capacità, la rumorosità e la durata dei programmi. Su lavatrici e asciugatrici aggiungi l'efficienza di centrifuga, il tipo di asciugatura, la condensazione o la pompa di calore e le funzioni smart. È questo insieme a dirti come va davvero l'apparecchio.
La classe C è la fascia medio-alta della nuova scala, e per molte famiglie è il punto dolce tra spesa e consumi. 💶 È più efficiente di D ed E, ma resta sotto A e B. Anche qui vale la regola d'oro: leggi i dati di consumo e confronta capacità, funzioni e rumorosità, perché due modelli della stessa classe possono costare diverso da gestire.
Sceglierla significa puntare su un buon rapporto tra prestazioni, consumi e prezzo. Per chi non vuole spendere quanto richiede una classe A ma cerca comunque efficienza, la C offre un compromesso accettabile e ben bilanciato.
La classe C arriva grazie a tecnologie mature che limano i consumi senza far esplodere il prezzo. I motori inverter regolano la potenza in base al bisogno, riducendo gli sprechi rispetto ai modelli tradizionali. I compressori ottimizzati migliorano l'efficienza del raffreddamento sui frigoriferi. La gestione elettronica dei cicli adatta lavaggio e asciugatura al carico reale. Tecnologie consolidate, non di nicchia.
Sui numeri, il frigorifero di classe C sta su consumi indicativi tra 125 e 155 kWh/anno. È un'opzione interessante per chi usa il frigo ogni giorno e non vuole pagare il sovrapprezzo di una classe A.
Sulla lavastoviglie da 12 coperti, la classe C vale 41-46 kWh per 100 cicli. Confronta sempre per ciclo o per 100 cicli, tenendo conto anche di capacità e programmi eco, sia per lavastoviglie sia per lavatrici.
La C conviene quando ragioni sul costo totale di possesso, non solo sul prezzo in negozio. Il costo totale somma il prezzo di acquisto e i consumi sostenuti negli anni, ed è il numero che dovresti davvero confrontare.
Lo scenario ideale è questo: il prezzo della C è poco più alto di una D e usi l'apparecchio spesso. In quei casi la classe C batte la classe D sul medio-lungo periodo, perché i consumi risparmiati colmano in fretta la differenza iniziale. Chi fa 4-5 lavaggi a settimana lo vede già nel primo anno di uso.
Quando invece l'uso è sporadico e il divario di prezzo è ampio, il vantaggio si assottiglia. Più usi l'apparecchio, più una classe efficiente ripaga lo sforzo iniziale — e su 10 anni la somma diventa concreta.
⚠️ La classe E è la fascia medio-bassa: meno efficiente di D e C, usa più elettricità a parità di risultato. Il punto debole è il consumo più alto, che si traduce in un impatto ambientale maggiore e in costi annui superiori rispetto a un modello di classe D o C.
Ecco i consumi di riferimento della classe E sui due apparecchi più comuni:
Sulla scala A-G la classe E sta in fascia medio-bassa, sotto C e D. Tradotto: a parità di funzione o capacità consuma di più, quindi vale la pena confrontare con cura prima di acquistare.
Tra E e D il salto di consumo è spesso piccolo, mentre tra E e C si allarga. Ma su orizzonti lunghi o su apparecchi usati ogni giorno, come frigoriferi e lavasciuga, anche una differenza minima si gonfia nel costo totale di esercizio.
Per confrontare bene C, D ed E usa dati omogenei: kWh/anno, capacità, programmi standard e funzioni incluse. La domanda chiave è una: quanto risparmio sul prezzo oggi e quanto spendo in più di energia domani?
In uno scenario esemplificativo per un appartamento di 3-4 persone con uso quotidiano del frigorifero, passare da un modello di classe E (circa 220 kWh/anno) a uno di classe C (circa 140 kWh/anno) significa ridurre i consumi di 80 kWh l'anno. A 0,29 €/kWh questo si traduce in circa 23 euro risparmiati ogni anno — su 10 anni, oltre 230 euro. Su un frigorifero medio, quella cifra copre spesso il divario di prezzo tra le due classi.
A volte la E è accettabile, per esempio se il prezzo iniziale è molto più basso o l'uso è sporadico. Ma se punti al risparmio sul lungo periodo, resta l'opzione meno interessante tra le tre.
Su frigoriferi e lavastoviglie, la classe E segnala componenti meno ottimizzati o tecnologia meno avanzata. Sono dettagli che incidono sui consumi annui o per ciclo, e che vanno valutati in base al numero di cicli o ore di funzionamento.
Conclusione onesta: la E non è da scartare a priori, ma parte svantaggiata sui consumi annuali e sul costo operativo totale rispetto a C e D. Su orizzonti di 5-10 anni, anche 20-30 euro di differenza annua diventano una somma che vale considerare.
🔋 Sul frigorifero la classe pesa più che altrove, perché lavora 24 ore su 24. Le nuove etichette mostrano dati chiari come i consumi annui in kWh/anno, la capacità in litri e la rumorosità in decibel. Così confronti modelli simili su un formato standardizzato e scegli con più precisione.
Le etichette aggiornate fanno emergere le differenze reali di consumo. Evitano che frigoriferi con prestazioni diverse finiscano nella stessa fascia, e questo rende il mercato più trasparente: vedi distanze prima nascoste tra un modello e l'altro.
Visto che il frigo non si spegne mai, anche un piccolo miglioramento di classe conta. Pochi kWh in meno all'anno sembrano nulla, ma si trasformano in costi operativi molto diversi sul lungo periodo.
Per scegliere bene, ragiona sul risparmio annuo e su 10 anni. Una differenza di poche decine di kWh l'anno diventa una somma importante nel tempo — e la scelta del modello giusto, anche in classe C o D, cambia spesso il conto finale rispetto al solo prezzo di acquisto.
Questi sono i consumi annui per i frigoriferi, classe per classe, da usare come griglia di confronto:
La classe A arriva fino a 100 kWh/anno ed è la massima efficienza disponibile oggi. La classe C si colloca tra 125 e 155 kWh/anno, un equilibrio tra efficienza e spesa iniziale. La classe D va da 156 a 194 kWh/anno — più energia, ma adatta a chi ha meno vincoli di budget. La classe E sta tra 195 e 243 kWh/anno, con costi operativi superiori sul lungo termine. La classe G supera i 303 kWh/anno, la fascia meno efficiente con impatto economico e ambientale alto. Modelli come Bosch Serie 4 e Samsung RB38T si collocano rispettivamente in classe C e D, utili come riferimento concreto quando compari le etichette in negozio.
Ogni classe ha un suo profilo di convenienza. La classe A è il massimo dell'efficienza, rara nei negozi per i criteri severi: rispetto a una classe G può consumare meno della metà, e questo giustifica in parte il prezzo più alto. La classe C è un ottimo compromesso tra efficienza, prestazioni e disponibilità, senza un investimento elevato — per questo è popolare tra chi tiene d'occhio il budget. La classe D offre capienza o prezzo più basso, comune nei modelli grandi o con funzioni avanzate, e resta competitiva quando cerchi qualcosa oltre il solo consumo. La classe E ha consumi superiori e meno convenienza nel tempo, ma può adattarsi a budget ridotti o uso poco intenso.
Un'ultima cosa, oltre alla classe. Guarda anche il volume totale e il rapporto tra volume utile e consumo annuo, più rumorosità, sistema No Frost, tipo di compressore e qualità dell'isolamento. Sono fattori che spostano i consumi reali, al di là della lettera in etichetta.
📉 Dal 1° marzo 2021 anche le lavasciuga sono entrate nelle nuove classificazioni, con metriche più realistiche pensate per dare ai consumatori dati trasparenti. Il sistema ha tolto i 'plus' e riposizionato le classi, rendendo più difficile raggiungere le categorie alte. Risultato: i produttori sono spinti a migliorare, perché resta sempre margine di crescita verso il vertice della scala.
Tieni a mente una cosa fondamentale: la stessa lettera non vale uguale tra categorie diverse. Le unità di misura cambiano (kWh/100 cicli, kWh/anno o kWh/ciclo a seconda dell'apparecchio), quindi non confrontare mai direttamente le classi tra apparecchi diversi.
Per capire il risparmio vero, leggi la classe insieme al tuo profilo d'uso: frequenza dei cicli, carico medio e abitudini di casa. Anche la capacità dell'apparecchio e la durata dei programmi contano parecchio nella scelta.
Le tecnologie avanzate, come i motori inverter e le pompe di calore, alzano la classe energetica. Costano di più all'acquisto, ma sul lungo periodo rendono come un investimento che si ripaga. Anche funzioni automatiche, sensori di carico e programmi a basso consumo spostano il risparmio reale, e vanno valutati con attenzione.
In sintesi, i modelli più efficienti costano di più all'inizio ma tagliano i consumi nel tempo, soprattutto quando l'uso è intensivo. È la scelta accurata a fare la differenza sull'economia di casa.
Per confrontare bene questi apparecchi non basta la classe: vanno letti più dati insieme, sempre a partire dal consumo per 100 cicli.
Sulle lavatrici guarda classe di efficienza della centrifuga, rumorosità aggiornata, consumi per 100 cicli, capacità del cestello, durata del programma eco e consumo d'acqua. Modelli come LG F4WV e Samsung AddWash sono due riferimenti diffusi in fascia C e B rispettivamente, utili per capire come le specifiche si traducono in numeri reali sull'etichetta.
Sulle lavastoviglie il punto di partenza è la capacità nominale in coperti, poi consumo d'acqua del programma eco in litri per ciclo, durata del programma eco, classe di emissione del rumore e consumo in standby ove disponibile. Una lavastoviglie come la Siemens iQ300, ad esempio, si trova spesso in classe C con consumi intorno a 42-45 kWh/100 cicli da 12 coperti. Messi insieme, questi parametri ti danno un quadro completo dell'efficienza reale in condizioni d'uso tipiche, molto più preciso della singola lettera.
Le nuove etichette mostrano il consumo in modo più chiaro, così confronti i modelli con meno fatica. Sulle asciugatrici il dato centrale è il consumo per ciclo standard, insieme alla classe di efficienza di condensazione o della pompa di calore.
La pompa di calore è il fattore che cambia tutto. ✅ Le asciugatrici che la usano consumano meno e raggiungono classi migliori nelle nuove etichette, perché riducono la dispersione termica e ottimizzano l'asciugatura. Se valuti un'asciugatrice attenta a bolletta e ambiente, è qui che guardi per primo.
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