Indice
2.710+
Impianti Realizzati
Il libretto di impianto è la carta d'identità del tuo riscaldamento. Qui trovi chi lo compila, come si recupera e quanto può costare, passo dopo passo.

Il libretto di impianto è la carta d'identità dell'impianto termico, caldaia compresa. Secondo l'AI Overview di Google (dato AI, non verificato) è il documento tecnico obbligatorio in Italia per tutti gli impianti di climatizzazione invernale ed estiva. Il modello ministeriale è pubblicato dal MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) nell'Allegato I del DM 10 febbraio 2014.
Chi lo cerca come «libretto impianto caldaia» o «libretto di impianto caldaia» sta cercando proprio questo documento, cioè il libretto della caldaia che il manutentore aggiorna negli anni. 💡
Secondo l'AI Overview il libretto riporta i dati identificativi dell'impianto, i componenti installati (generatori e scambiatori), i trattamenti dell'acqua e lo storico dei Rapporti di Controllo di Efficienza Energetica, cioè i controlli dei fumi noti come «bollini». Un riferimento allo stesso Allegato I (snippet mimit.gov.it) parla di 14 sezioni: è una cifra da snippet, da riscontrare nella fonte normativa.
Anche se manca un circuito di distribuzione da trattare o un sistema di contabilizzazione, la scheda va compilata indicando la condizione (fonte 2017).
Un esempio di modello regionale cartaceo è il libretto caldaia Veneto (scheda prodotto del 2023): 24 pagine A4 con le schede 1-8 e 11-14, di cui la 3 dedicata alla nomina del terzo responsabile.
Sì, dal 2014 il libretto di impianto ha sostituito i vecchi libretti cartacei specifici per la singola caldaia (AI Overview, da riscontrare con il DM 10 febbraio 2014). Il nuovo modello è in vigore dal 15 ottobre 2014. Chi cerca il nuovo libretto caldaia cerca il modello in vigore da quella data.
Le fonti datate (2016 e 2017) leggono l'applicazione in due modi. Una dice che vale per le nuove installazioni o alla prima manutenzione utile, con proroghe del Milleproroghe fino al 31 dicembre 2015 (scadenza superata). L'altra dice che vale solo per gli impianti nuovi, mentre per gli esistenti la compilazione segue i controlli periodici o gli interventi su chiamata.
I vecchi libretti «di impianto» e «di centrale» non si aggiornano più, ma restano conservati nel nuovo libretto come «memoria storica»: non vanno buttati. Per una caldaia del 2002 la fonte 2016 indica tre libretti:
Il vecchio libretto di caldaia cartaceo, fornito con l'apparecchio nel 2010, non è una copia conforme: non contiene, per esempio, la sezione per gli split (parere di forum, 2020).
Il libretto è unico a livello nazionale e modulare: contiene solo le schede riferite ai componenti dell'impianto, cioè identificativa, generatori, trattamento acqua, regolazione e contabilizzazione, distribuzione. Non vanno compilate tutte le schede, ma solo quelle pertinenti. Riguarda anche raffrescamento estivo, pompe di calore, cogeneratori, teleriscaldamento e fonti rinnovabili (fonti 2016 e 2017).
Le eccezioni locali sono Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Per chi cerca il libretto caldaia regione Veneto, il modello regionale è quello da 24 pagine visto sopra.
In Lombardia l'obbligo di libretto si estende agli impianti a biomassa, alle sottostazioni di teleriscaldamento e alla climatizzazione estiva con potenza termica superiore a 12 kW (D.G.R. X/3965 del 2015, norma regionale).
Secondo l'AI Overview, alla prima installazione il libretto è compilato e rilasciato dal tecnico installatore abilitato. Poi va aggiornato a ogni manutenzione o controllo periodico dal manutentore o dal responsabile dell'impianto (proprietario, inquilino o amministratore).
Il libretto della caldaia non lo rilascia il proprietario: lo rilascia il centro tecnico di assistenza autorizzato ai controlli di efficienza energetica, cioè il manutentore o l'installatore abilitato.
Nell'impianto autonomo il responsabile è chi vive nella casa, a qualsiasi titolo: conduttore, comodatario, utilizzatore con diritto d'uso o ex coniuge assegnatario (laleggepertutti.it, 2016). Anche se non è proprietario, deve incaricare i tecnici di controllo e manutenzione e accertarsi che il libretto per caldaia sia predisposto.
Nell'impianto condominiale (fonte 2016) la responsabilità di controlli, sicurezza e libretto è del condominio, nella persona dell'amministratore o del terzo responsabile da lui delegato, in genere un addetto della ditta di manutenzione.
Se il riscaldamento è autonomo e il raffrescamento condominiale, o viceversa, va compilato un libretto a sé per l'impianto autonomo.
Sì, climatizzatori e condizionatori sono equiparati agli impianti di riscaldamento. I controlli periodici sono ogni 4 anni se la potenza supera 10 kW per gli impianti invernali e 12 kW per quelli estivi (fonte 2017).
Le fonti non descrivono una procedura per rifare un libretto caldaia smarrito: niente modulo, tempi o costi specifici, e qui non li inventiamo. Si può partire da quello che si sa, senza ansia: il libretto della caldaia si ottiene tramite un manutentore abilitato.
Il modulo cartaceo vuoto si acquista da un rivenditore di modulistica in confezioni da 20, 50 o 100 copie (scheda prodotto Veneto, 2023). Non va confuso con il servizio di compilazione.
Due situazioni reali mostrano perché serve. Un utente su Reddit ha comprato casa con un impianto antecedente al 1980 e non ha mai ricevuto il libretto. Un Comune (Imperia), per una pratica di idoneità alloggiativa, chiede di allegare la copia del libretto di manutenzione caldaia e l'ultima revisione utile della caldaia.
Il primo passo è controllare il catasto regionale. Lo indica un utente esperto del forum Edilclima (2020, caso Puglia, non è una fonte normativa): il libretto caricato nel catasto è l'unico a fare fede, mentre la copia cartacea consegnata al cliente può essere solo una copia di cortesia, un promemoria degli interventi.
Il caricamento dei dati non è di solito fatto dal proprietario, ma spetta a una ditta di manutenzione (parere di forum, 2020, caso Puglia).
Per agevolare la compilazione, il proprietario o responsabile mette a disposizione del manutentore questi dati (fonte 2017):
Un consiglio pratico: chiedere questi dati già al momento della telefonata per fissare l'appuntamento, così il libretto si compila in un solo intervento.
In Lombardia servono anche il codice di registrazione al Registro Sonde geotermiche (RSG) e il codice pratica del sistema MUTA-FER per gli impianti a fonti rinnovabili (fonte 2017).
In molte regioni i dati del libretto vanno trasmessi al catasto impianti informatico regionale, come il CIT o portali locali analoghi (AI Overview, dato non verificato). È questo il lato «libretto caldaia online» che le fonti descrivono.
Un modello di libretto caldaia pdf da scaricare, invece, non compare nelle fonti: qui non trovi link o moduli.
Il catasto regionale è l'archivio dove confluisce il libretto. Per un utente del forum Edilclima (giugno 2020, caso Puglia, parere e non norma) il libretto, se non è già nel catasto, va caricato. Se esiste, si modifica quello presente entrando nel catasto.
Per emettere un APE (attestato di prestazione energetica) il libretto va aggiornato inserendo anche i condizionatori split, assenti nel vecchio libretto: è il caso del libretto caldaia per APE.
In Lombardia i dati delle schede 1, 2, 4, 5, 6 e 7 vanno inseriti nel catasto regionale CURIT, sul cui portale sono pubblicate le istruzioni tecniche (fonte 2017, dato locale). Le altre regioni hanno catasti propri.
Il libretto lombardo aggiunge al modello ministeriale la targa impianto, i dati catastali dell'edificio, i riferimenti APE/ACE e i codici dei punti di riconsegna gas ed energia elettrica.
Nelle fonti non c'è una tariffa fissa per il libretto. L'unico dato di servizio è un professionista lombardo che nel 2017 indicava un costo di partenza di 50 € per un nuovo libretto di impianto sugli impianti più semplici, con variazioni in base alla dimensione e al numero di impianti.
È il preventivo di un singolo professionista, solo indicativo e non un listino attuale.
Quanto costa rifare il libretto della caldaia in caso di smarrimento? Le fonti non lo dicono, e noi non ricaviamo una cifra media.
Il modulo vuoto è un acquisto diverso dal servizio: è il prezzo di vendita del solo modulo, non il costo di compilazione. Il modulo Veneto da 24 pagine (rivenditore Futura SI, scheda 2023) ha due importi per confezione, e la pagina non dice quale sia lo scontato:
La piccola manutenzione ordinaria e la tenuta del libretto sono a carico del conduttore (fonte 2016). Le spese straordinarie e la sostituzione integrale o di singole parti spettano invece al proprietario.
Le fonti indicano una sanzione amministrativa da 500 € a 3.000 € per il mancato controllo dell'efficienza di combustione e la mancata regolarizzazione. Sono fonti datate, da verificare sulla normativa vigente, quindi vanno lette come informazione e non come cifra certa.
Un blog lombardo del 2017 aggiunge il rimborso del costo della verifica, per gli impianti domestici. Per laleggepertutti.it (2016) la sanzione è a carico di proprietario, conduttore, amministratore o terzo responsabile. Anche l'AI Overview indica 500-3.000 € per la mancata manutenzione: coincide, ma resta un dato AI.
Sulla mancanza del libretto le cifre divergono e non esiste un valore unico. Ecco gli intervalli, ciascuno con la sua fonte:
Chi ha un libretto di caldaia mancante o incompleto può quindi usare queste cifre solo come orientamento.
Sono due argomenti distinti. Per anomalie dell'impianto o mancata revisione il blog del 2017 indica una sanzione aggiuntiva da 50 € a 200 € (cifra non verificata).
Per l'omessa o irregolare comunicazione o registrazione al catasto l'AI Overview parla di 100-900 € (cifra non verificata, senza riscontro nei competitor).
I controlli avvengono con preavviso per raccomandata e appuntamento concordato per la verifica. Seguono la normativa regionale, che a volte delega Provincia e Comune (fonte 2017).
Utilizza il cursore per selezionare l'area disponbile per l'installazione dell'impianto.

Definisci il fabbisogno eneregetico dell'Azienda ed il vostro attuale costo dell'energia.

Scopri il dimensionamento dell'impianto e l'analisi completa.
