Costo batterie fotovoltaico: guida a prezzi, dimensionamento e accumulo

Costo batterie fotovoltaico 2026 per tagli da 2,4 a 15 kWh: dimensionamento sui consumi reali e Bonus Ristrutturazioni 50% per ridurre il tempo di rientro dell'investimento.

Federico Bonomi
27/04/2026

Riassumi con:

Costo batterie fotovoltaico: guida a prezzi, dimensionamento e accumulo

1. Quanto costa una batteria di accumulo per fotovoltaico nel 2026: fasce di prezzo e costo per kWh

Il costo delle batterie per fotovoltaico nel 2026 si misura su due livelli distinti: il prezzo del solo modulo di accumulo, espresso in euro per kWh di capacità nominale, e il prezzo "chiavi in mano" che include inverter, posa, protezioni e pratiche amministrative.

Le rilevazioni di mercato indicano un range di:

  • 700–1.500 €/kWh per la tecnologia al litio ferro fosfato
  • 200–500 €/kWh per il piombo-acido

Sui sistemi domestici completi le quotazioni partono da circa 1.210 € per tagli da 2,4 kWh e arrivano fino a 9.900 € per soluzioni da 15 kWh.

Da cosa dipende il prezzo di una batteria di accumulo fotovoltaica?

Il prezzo dipende da cinque driver principali:

  • capacità utile in kWh
  • tecnologia di cella
  • marca
  • integrazione con l’inverter
  • qualità del BMS

Sui preventivi corretti questi elementi sono separati dalle voci accessorie come trasporto, protezioni elettriche, configurazione di sistema, IVA, installazione e servizi di monitoraggio post-vendita.

Un secondo livello di variabilità nasce dalle condizioni di garanzia: numero di cicli garantiti, profondità di scarica ammessa e capacità residua dichiarata dopo 10 anni cambiano in modo sostanziale il costo per kWh effettivo. Una batteria più cara con 10.000 cicli garantiti e profondità di scarica del 95% può risultare meno onerosa, su 15 anni, di una soluzione apparentemente economica con 4.000 cicli e DoD all’80%.

L’aumento di capacità non scala in modo lineare con il prezzo: i sistemi di taglio maggiore beneficiano di economie di scala sul costo per kWh ma richiedono inverter più potenti, protezioni dimensionate e talvolta adeguamenti del quadro elettrico, voci che riequilibrano il vantaggio sul prezzo unitario.

2. Prezzi delle batterie di accumulo per impianto fotovoltaico: 3, 5, 6, 10 e 20 kWh

Quando si parla di costo di una batteria fotovoltaica è importante distinguere i kW di potenza dell’impianto FV dai kWh di capacità dell’accumulo: sono grandezze diverse e non esiste una corrispondenza automatica fra potenza di picco e capacità di stoccaggio. Il dimensionamento corretto parte sempre dai kWh consumati nelle ore senza sole, non dalla taglia in kWp dell’impianto.

Le otto soglie di capacità rilevate sul mercato — 2,4, 3, 4,8, 5, 6, 7,2, 10 e 15 kWh — coprono il fabbisogno della maggior parte delle utenze domestiche e delle piccole attività commerciali. La taglia da 20 kWh non ha una quotazione di riferimento univoca e si configura tipicamente come configurazione modulare composta da più pacchi affiancati, dove il costo cresce in modo non lineare per la maggiore complessità di inverter, protezioni e cablaggi.

Quali sono le fasce di prezzo 2026 in base alla capacità?

Le rilevazioni 2026 sui sistemi chiavi in mano restituiscono otto soglie di mercato ricorrenti, utili come benchmark per confrontare i preventivi:

  • 2,4 kWh: 1.210–1.750 €
  • 3 kWh: 1.530–2.090 €
  • 4,8 kWh: 2.470–3.930 €
  • 5 kWh: 2.530–3.070 €
  • 6 kWh: 3.100–3.990 €
  • 7,2 kWh: 5.390–6.250 €
  • 10 kWh: 6.530–7.250 €
  • 15 kWh: 6.820–9.900 €

L’intervallo all’interno di ogni soglia riflette differenze di marca, di chimica del pacco batteria e di livello di integrazione con l’inverter ibrido. Il confronto fra preventivi va sempre normalizzato sul costo per kWh utile, perché due quotazioni numericamente vicine possono nascondere differenze importanti su garanzia, profondità di scarica e ciclo di vita.

Come scegliere il taglio di batteria in base ai consumi e all’impianto?

La scelta del taglio si basa sul fabbisogno serale-notturno espresso in kWh giornalieri, non sulla potenza dell’impianto FV. I criteri tipici per orientare la scelta sono:

  • 3 kWh: coppia o single con consumi serali contenuti, sotto i 4 kWh giornalieri
  • 5 kWh: famiglia di 3-4 persone con consumi serali medi e impianto FV 3–4,5 kWp
  • 6 kWh: nucleo con consumi serali fra 5 e 7 kWh, ottimizza l’autoconsumo notturno
  • 10 kWh: case con pompa di calore, climatizzazione estiva intensa o consumi distribuiti su 24 ore
  • 15–20 kWh: utenze con alti consumi notturni, ricarica EV domestica o necessità di backup esteso

3. Quali fattori incidono sul costo: tecnologia LiFePO4, marca, BMS e inverter

Il prezzo di una batteria per fotovoltaico non è determinato solo dalla capacità ma da un insieme di scelte tecniche che impattano sicurezza, durata e prestazioni nel tempo. La chimica della cella, l’elettronica di gestione, il marchio e l’inverter compatibile compongono il prezzo finale e ne determinano il costo per kWh effettivo lungo tutto il ciclo di vita dell’impianto.

Le moderne batterie al litio richiedono manutenzione minima, una caratteristica che riduce sensibilmente i costi operativi rispetto al piombo-acido e contribuisce al minor costo per kWh effettivo a parità di capacità nominale. La differenza di prezzo iniziale fra le due tecnologie si annulla in genere entro il quinto anno di esercizio, grazie alla maggiore profondità di scarica utilizzabile e al numero di cicli garantiti.

Quali caratteristiche della tecnologia LiFePO4 fanno aumentare il prezzo?

La tecnologia dominante nel residenziale 2026 è il litio ferro fosfato (LiFePO4), preferita rispetto ad altre chimiche al litio per la maggiore stabilità termica, l’assenza di cobalto e l’elevata sicurezza intrinseca contro il rischio di runaway termico. Le batterie LiFePO4 garantiscono tipicamente da 6.000 a 10.000 cicli di carica completa, con vita utile attesa di 18–20 anni e capacità residua superiore al 60% della nominale dopo 10 anni di esercizio.

Le specifiche tecniche che concorrono al prezzo unitario sono capacità nominale e utile, profondità di scarica ammessa, efficienza di round-trip e numero di cicli garantiti. Il costo medio del litio si colloca fra 700 e 1.500 €/kWh, contro i 200–500 €/kWh del piombo-acido, ma il rapporto si capovolge se misurato in costo per kWh utilizzato su tutto il ciclo di vita.

Come incidono marca, inverter ibrido e installazione sul costo finale?

Sui sistemi chiavi in mano la batteria rappresenta solo una parte del costo totale. Le voci che concorrono al prezzo finale sono:

  • Marchio e brand: qualità della filiera, garanzia, assistenza post-vendita e ecosistema software (es. ZCS Azzurro, Huawei Luna 2000, BYD, LG Chem, Sonnen, Tesla Powerwall, Pylontech, Solax, Western Co)
  • Inverter ibrido o retrofit: 4.000–8.000 € secondo potenza, efficienza, compatibilità e funzioni di backup
  • Posa e collaudo: manodopera specializzata, configurazione software, integrazione con il quadro elettrico esistente
  • Pratiche amministrative: apertura iter con il distributore di rete, comunicazione GSE quando previsto, dichiarazione di conformità
  • Funzione anti-blackout: integrata in alcuni modelli, opzionale in altri, incide sul prezzo ma garantisce continuità in caso di interruzione di rete

Quanto dura una batteria di accumulo per fotovoltaico?

Le batterie al litio ferro fosfato (LiFePO4) di qualità garantiscono una vita utile compresa tra i 15 e i 20 anni, equivalente a 6.000–10.000 cicli di carica completi. La garanzia commerciale tipica copre 10 anni o un numero definito di cicli, con capacità residua dichiarata superiore al 60% al termine del periodo. La durata effettiva dipende da temperatura di esercizio, profondità di scarica utilizzata e numero di cicli annui realizzati: una batteria che lavora a temperatura controllata, con DoD moderato e 250–320 cicli/anno raggiunge in genere il limite alto della forbice. Le batterie al piombo-acido, in confronto, esauriscono la vita utile in 3–5 anni nelle stesse condizioni di esercizio.

‍

Confronto tra batterie al litio ferro fosfato (LiFePO4) e al piombo-acido per il fotovoltaico.
Caratteristica Litio ferro fosfato (LiFePO4) Piombo-acido
Costo per kWh 700–1.500 €/kWh 200–500 €/kWh
Cicli garantiti 6.000–10.000 cicli di carica completa —
Vita utile 15–20 anni 3–5 anni
Capacità residua dopo 10 anni Superiore al 60% della nominale —
Manutenzione Minima, costi operativi ridotti —
Sicurezza Elevata stabilità termica, assenza di cobalto, sicurezza intrinseca —

4. Confronto marche batterie di accumulo: Tesla, Huawei, BYD, LG, Pylontech

Il mercato residenziale 2026 conta una decina di brand consolidati con caratteristiche tecniche e posizionamenti di prezzo differenti. La scelta del produttore incide su prezzo finale, qualità del Battery Management System, ecosistema software, condizioni di garanzia e disponibilità del supporto post-vendita sul territorio italiano. Le differenze tra marche apparentemente simili possono valere il 20–30% sul costo totale a parità di capacità nominale, e ancora di più sul costo per kWh utile lungo i 15–20 anni di vita utile attesa.

I cinque brand più diffusi nel residenziale italiano del 2026 sono Tesla Powerwall, Huawei LUNA 2000, BYD Battery-Box Premium, LG Chem RESU e Pylontech US/UP series. Affiancano marchi come Sonnen, ZCS Azzurro, Solax e Western Co, ognuno con segmenti specifici di mercato. La maturità della tecnologia LFP ha ridotto il divario tecnico tra produttori, spostando il discrimine sui servizi: software di gestione, qualità dell’app, integrazione con inverter di terze parti e tempi di intervento in garanzia.

Quali sono i criteri principali per scegliere la marca della batteria?

La scelta del brand si basa su sette criteri operativi:

  • Capacità modulare ed espandibilità: possibilità di aggiungere pacchi nel tempo senza sostituire l’intero sistema
  • Compatibilità con inverter ibrido: alcuni brand sono ottimizzati per ecosistemi proprietari (Huawei, Tesla), altri sono universalmente compatibili (BYD, Pylontech)
  • Funzione anti-blackout integrata: presente di serie in alcuni modelli, opzionale o assente in altri
  • Numero di cicli garantiti e capacità residua: le condizioni cambiano sensibilmente fra produttori a parità di prezzo
  • Qualità del software e dell’app: monitoraggio, automazioni, integrazione con tariffe orarie e ricarica veicoli elettrici
  • Rete di assistenza italiana: tempo medio di intervento in garanzia e disponibilità ricambi
  • Certificazioni di sicurezza: IEC 62619 sui sistemi industriali, TüV sulla sicurezza intrinseca della cella

Quale brand scegliere per ogni profilo di utenza?

Le combinazioni più frequenti seguono questa logica:

  • Tesla Powerwall 3: orientata a chi vuole un ecosistema integrato con auto elettrica e ottimizzazione tariffaria avanzata, prezzo premium e funzione anti-blackout di serie
  • Huawei LUNA 2000: indicata per impianti con inverter Huawei, modulare da 5 a 30 kWh, ottimo rapporto qualità-prezzo
  • BYD Battery-Box Premium HVS/HVM: compatibilità ampia con inverter di terze parti, tagli da 5 a 22 kWh
  • LG Chem RESU: compatibilità ampia con inverter di terze parti, tagli da 5 a 22 kWh
  • Pylontech US/UP series: soluzione modulare a basso costo per chi privilegia espandibilità e prezzo, ampia compatibilità inverter
Le cinque marche di batterie di accumulo più diffuse nel residenziale italiano 2026, con tagli e profilo d'uso.
Marca Tagli disponibili Compatibilità inverter Profilo d'uso
Tesla Powerwall 3 — Ecosistema integrato Auto elettrica e ottimizzazione tariffaria avanzata; prezzo premium, anti-blackout di serie
Huawei LUNA 2000 5–30 kWh, modulare Ottimizzata per inverter Huawei Impianti con inverter Huawei; ottimo rapporto qualità-prezzo
BYD Battery-Box Premium HVS/HVM 5–22 kWh Ampia, inverter di terze parti Compatibilità estesa con sistemi di terze parti
LG Chem RESU 5–22 kWh Ampia, inverter di terze parti Compatibilità estesa con sistemi di terze parti
Pylontech US/UP series Modulare Ampia compatibilità inverter Soluzione a basso costo per chi privilegia espandibilità e prezzo

5. Come dimensionare la batteria di accumulo in base al fabbisogno energetico

Il dimensionamento corretto parte dai consumi annui misurati in kWh e dal profilo orario di carico, incrociati con la produzione attesa dell’impianto FV. In Italia la produzione fotovoltaica varia tipicamente fra 1.000 e 1.500 kWh/anno per kWp installato in funzione della latitudine e dell’esposizione, e questa fascia rappresenta il riferimento di partenza per il calcolo della capacità di accumulo necessaria.

Il rapporto fra potenza FV e capacità di accumulo dipende dall’obiettivo dell’utente:

  • massimizzare l’autoconsumo
  • garantire un backup affidabile in caso di blackout
  • o ridurre il prelievo dalla rete.

Ognuno di questi obiettivi porta a un dimensionamento differente, perché la batteria ottimale per il backup non coincide con quella ottimale per l’autoconsumo serale.

Come si calcola la capacità della batteria partendo dai consumi reali?

Il calcolo parte dai consumi misurati in kWh/anno e dal profilo orario di prelievo. Prima di scegliere l’accumulo, è consigliato monitorare l’impianto per 6-12 mesi, in modo da avere dati sul comportamento reale e non su stime basate sulla potenza FV o sul numero di componenti del nucleo familiare.

La formula operativa di riferimento è questa:

capacità batteria (kWh) = (energia da accumulare per anno in kWh) ÷ (numero di cicli annui)

Esempio numerico concreto: un impianto produce 4.000 kWh/anno con autoconsumo diretto del 30%, e l’accumulo permette di alzarlo fino al 75%. L’energia da coprire con la batteria è quindi 4.000 × (0,75 - 0,30) = 1.800 kWh/anno. Con 320 cicli utili annui, la capacità risulta 1.800 ÷ 320 = 5,6 kWh, da arrotondare al taglio commerciale superiore (6 kWh).

6. Sistema di accumulo chiavi in mano: cosa include il prezzo finale

Il costo di un kit fotovoltaico con accumulo non coincide con il prezzo della batteria. Sul preventivo finale concorrono inverter, strutture di montaggio, cablaggi, protezioni elettriche, posa, collaudo e pratiche amministrative, voci che insieme possono pesare quanto la batteria stessa o più. Per confrontare offerte diverse è essenziale separare il prezzo del componente, il costo di posa e il costo totale dell’investimento, in modo da capire dove si concentrano le differenze di prezzo.

La batteria è il cuore del sistema ma non basta da sola. L’inverter ibrido converte la corrente continua in alternata e gestisce in modo coordinato produzione FV, ricarica della batteria e interazione con la rete elettrica; il BMS supervisiona tensione, temperatura e bilanciamento delle celle. Il dimensionamento corretto richiede che ogni componente sia coerente con gli altri, perché un inverter sottodimensionato limita la potenza di scarica disponibile anche se la batteria avrebbe capacità sufficiente.

Quali componenti e servizi comprende un kit fotovoltaico con accumulo chiavi in mano?

Un sistema chiavi in mano completo include questi elementi:

  • Pacco batteria: moduli LiFePO4 con BMS integrato e contenitore certificato IEC 62619
  • Inverter ibrido o retrofit: conversione AC/DC, gestione dei flussi e funzioni di rete
  • Strutture di montaggio e cablaggi: dimensionati alla potenza di scarica e al posizionamento
  • Protezioni elettriche: sezionatori DC/AC, scaricatori di sovratensione, fusibili dedicati
  • Posa e collaudo: installazione, configurazione software, test di funzionamento
  • Pratiche con distributore e GSE: apertura iter di connessione, comunicazione TICA, dichiarazione di conformità
  • Sistema di monitoraggio: portale o app per il controllo dei flussi energetici e la diagnostica remota

L’installazione su rete in bassa tensione deve rispettare la normativa CEI 0-21, che disciplina interfaccia, sicurezza e qualità del servizio.

Quanto costa l’inverter ibrido e quanto incide sul totale?

L’inverter ibrido è la voce singola più pesante dopo la batteria. I prezzi 2026 oscillano fra 4.000 e 8.000 € in funzione di potenza nominale, efficienza, compatibilità con batterie ad alta tensione e presenza della funzione di backup automatico. I modelli di fascia alta integrano anche gestione del carico programmabile, ottimizzatori di stringa e algoritmi di ottimizzazione tariffaria.

7. Agevolazioni e incentivi 2026 per le batterie di accumulo fotovoltaico

Nel 2026 le agevolazioni fiscali sulle batterie di accumulo si articolano principalmente intorno al Bonus Ristrutturazioni, che riconosce la batteria come parte integrante dell’impianto fotovoltaico e ne ammette la spesa in detrazione IRPEF. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l’aliquota del 50% per gli interventi sull’abitazione principale e del 36% per le seconde case, con massimale di 96.000 € per unità immobiliare e recupero in dieci quote annuali.

Il quadro 2026 presenta tre novità importanti rispetto agli anni precedenti.

  1. In primo luogo lo sconto in fattura e la cessione del credito sono stati eliminati per quasi tutti i bonus edilizi, lasciando come unica modalità di fruizione la detrazione IRPEF in dieci anni.
  2. In secondo luogo lo Scambio sul Posto non è più disponibile per i nuovi impianti, e questo rende la batteria di accumulo strategicamente più rilevante per valorizzare la produzione in eccesso direttamente in autoconsumo.
  3. In terzo luogo il Superbonus è quasi completamente archiviato e resta operativo solo per gli interventi nei comuni colpiti da eventi sismici nel Centro Italia, con regole specifiche e scadenze ravvicinate.

Quali bonus e detrazioni si applicano alle batterie di accumulo nel 2026?

Le agevolazioni effettivamente accessibili nel 2026 per chi installa una batteria di accumulo abbinata al fotovoltaico sono:

  • Bonus Ristrutturazioni 50%: abitazione principale, fino al massimale di 96.000 € per unità immobiliare, recupero in 10 anni
  • Bonus Ristrutturazioni 36%: seconde case e altri immobili residenziali, stesso massimale
  • IVA agevolata al 10%: sui beni significativi (moduli, inverter, batterie) installati nell’ambito di una ristrutturazione edilizia
  • Superbonus 70%: solo per interventi nelle zone sismiche specificate o associati a interventi trainanti di efficientamento energetico
  • Conto Termico 3.0: per interventi che combinano accumulo con tecnologie come pompe di calore, con erogazione diretta da GSE
  • Bandi regionali e PNRR: contributi locali aggiuntivi e misure dedicate alle Comunità Energetiche Rinnovabili
  • Strumenti per imprese: Nuova Sabatini Green e Credito d’Imposta per beni strumentali, se l’accumulo è in ambito produttivo

Le aliquote del Bonus Ristrutturazioni sono confermate per tutto il 2026 ma scenderanno dal 2027 al 36% per la prima casa e al 30% per le seconde, salvo nuove proroghe. Pianificare l’intervento entro fine 2026 consente di massimizzare il beneficio fiscale.

Quali requisiti e documentazione servono per ottenere il Bonus Ristrutturazioni?

Per fruire della detrazione è necessario rispettare requisiti formali precisi. La documentazione minima da conservare comprende:

  • Bonifico parlante: bonifico bancario o postale con causale specifica e riferimento all’art. 16-bis del DPR 917/86
  • Fatture intestate: al soggetto che intende portare in detrazione la spesa
  • Schede tecniche e dichiarazione di conformità: rilasciate dall’installatore certificato
  • Comunicazione ENEA: trasmissione dei dati entro 90 giorni dalla fine dei lavori, per gli interventi che comportano risparmio energetico
  • Documentazione di asseverazione: quando richiesta dalla tipologia di intervento

L’impianto deve essere a servizio di un’unità immobiliare residenziale e l’energia prodotta destinata prevalentemente all’autoconsumo. La detrazione è subordinata alla capienza IRPEF del contribuente: senza imposta sufficiente da abbattere nei dieci anni di recupero, parte del beneficio va perduta. La verifica preventiva della capienza fiscale è uno dei controlli più importanti prima di firmare il contratto di installazione.

8. Quanto si risparmia con una batteria di accumulo e in quanto tempo si recupera l’investimento

Il risparmio generato da una batteria di accumulo dipende da tre variabili:

  • l’incremento di autoconsumo rispetto alla configurazione senza batteria
  • il differenziale fra prezzo dell’energia acquistata in rete e valore dell’energia immessa
  • e il numero di cicli effettivi nell’arco dell’anno.

Nel quadro 2026 questi tre parametri si combinano in modo più favorevole rispetto agli anni precedenti, perché la fine dello Scambio sul Posto rende l’autoconsumo serale economicamente più rilevante.

L’adozione di una batteria diventa particolarmente vantaggiosa quando si combina con le detrazioni fiscali al 50% e con un profilo di consumo in cui le ore serali pesano per una quota significativa del fabbisogno totale.

La diminuzione dei prezzi delle batterie LiFePO4 negli ultimi tre anni ha ridotto in modo strutturale il tempo di rientro, rendendo l’investimento competitivo anche senza ipotizzare aumenti del prezzo dell’energia.

Da cosa dipende il risparmio reale di un sistema di accumulo?

Il risparmio è legato direttamente all’aumento dell’autoconsumo e alla riduzione del prelievo da rete nelle ore serali e notturne. Con un dimensionamento corretto, il tasso di autoconsumo può passare dal 30% tipico dell’impianto FV senza accumulo fino al 75% raggiungibile con batteria adeguata. Questo significa che oltre i tre quarti dell’energia prodotta vengono effettivamente consumati direttamente, evitando l’acquisto di energia di rete a tariffa piena.

Un dato di mercato tipico per il 2026: il prezzo dell’energia acquistata in rete si aggira intorno a 0,30 €/kWh per le utenze domestiche standard, mentre il valore dell’energia immessa senza Scambio sul Posto scende a circa 0,10 €/kWh nei meccanismi di ritiro dedicato. Il differenziale di 0,20 €/kWh fra autoconsumo e immissione costituisce il valore economico effettivo che la batteria preserva, e spiega perché nel 2026 l’accumulo è più conveniente che in passato.

Come si calcola il tempo di rientro dell’investimento?

Il tempo di rientro si ottiene dividendo il costo netto post-incentivo per il risparmio annuo in bolletta. La formula operativa è:

payback (anni) = costo netto post-detrazione (€) ÷ risparmio annuo in bolletta (€/anno)

Esempio numerico concreto: un impianto da 3 kWp con accumulo da 5,5 kWh ha un costo lordo di circa 13.300 €; applicando il Bonus Ristrutturazioni al 50% sull’abitazione principale, il costo netto si riduce a circa 6.650 €. Senza batteria il saldo giornaliero netto in bolletta resta sui -2,10 €/giorno, pari a circa -766 €/anno; con un accumulo da 10 kWh adeguatamente dimensionato il saldo si riduce a circa -0,10 €/giorno, pari a -36,50 €/anno, generando un risparmio annuo di circa 729,50 €.

Su un costo netto di 5.000 € per la sola batteria, il payback risulta pari a 5.000 ÷ 729,50 = 6,9 anni.

La convenienza economica complessiva dipende però anche dalla durata utile dell’accumulo: con 6.000–10.000 cicli garantiti dalla tecnologia LiFePO4, il sistema continua a generare risparmio per altri 11–13 anni dopo il raggiungimento del breakeven. Una batteria che mantiene oltre il 60% della capacità nominale dopo 10 anni e raggiunge i 18–20 anni di vita utile rende l’investimento solido anche su scenari conservativi sul prezzo dell’energia.

Conviene installare una batteria di accumulo nel 2026?

Sì, l’installazione di una batteria di accumulo conviene nella maggior parte dei casi residenziali del 2026, in particolare se i consumi serali superano il 50% del fabbisogno giornaliero, l’impianto fotovoltaico è dimensionato sui consumi reali e si accede al Bonus Ristrutturazioni 50% sull’abitazione principale.

Scopri se il fotovoltaico è la scelta giusta per te

Utilizza il nostro simulatore fotovoltaico per ottenere subito un'analisi personalizzata e trasparente

Seleziona il Tetto

Utilizza il cursore per selezionare l'area disponbile per l'installazione dell'impianto.

  • Calcoliamo la grandezza massima dell'impianto
  • Estrapoliamo i dati di irragiamento per definire la produzione energetica
Vai al Simulatore
Selezione del tetto tramite simulatore fotovoltaico

Inserisci i Consumi

Definisci il fabbisogno eneregetico dell'Azienda ed il vostro attuale costo dell'energia.‍

  • Dimensioneremo l'impianto in base alle vostre esigenze energetiche
  • Effettuaremo un'analisi economica basata sui vostri costi attuali
Vai al Simulatore
Definizione dei consumi tramite simulatore fotovoltaico

Ottieni l'Analisi

Scopri il dimensionamento dell'impianto e l'analisi completa.

  1. Soluzioni a vostra disposizione tra Acquisto e Noleggio
  2. Analisi Energetica completa
  3. Analisi Economica nei diversi scenari proposti
Vai al Simulatore
Selezione del tetto tramite simulatore fotovoltaico

Altri Articoli Correlati

Fotovoltaico plug and play: la guida per installarlo a norma
Scopri cos'è il fotovoltaico plug and play, quanti watt installi senza tecnico, quanto costa un kit e come comunicarlo al gestore di rete.
Scopri di più
Caldaia elettrica o caldaia a condensazione? Costi, kW e fotovoltaico
Scopri quanto costa riscaldare casa con una caldaia elettrica, quanti kW servono e quando conviene, anche con il fotovoltaico o al posto di una pompa di calore.
Scopri di più
Inverter fotovoltaico per accumulo elettrico: ibrido, DC o AC?
Inverter fotovoltaico per accumulo elettrico: scopri come funziona l'inverter ibrido, la differenza tra accumulo DC e AC e quale potenza scegliere.
Scopri di più
Metano o GPL? Le differenze tra i due gas per casa e auto
Composizione, costi, sicurezza e impatto ambientale: scopri le differenze tra metano e GPL per riscaldare casa e per l'auto, con cifre per scegliere.
Scopri di più
Pannelli fotovoltaici SunPower: quale scegliere per il tuo impianto fotovoltaico
Scopri quali pannelli fotovoltaici SunPower scegliere: Maxeon 7, M Class e Performance a confronto, con prezzi di moduli e kit e garanzia da 40 anni.
Scopri di più
Servizio Elettrico Nazionale contatti, area clienti, bolletta e voltura
Come contattare il Servizio Elettrico Nazionale: numero verde da fisso e cellulare, area clienti, pagamento bolletta, voltura, subentro e guasti, passo passo.
Scopri di più
Tegole fotovoltaiche: quanto costano, quante ne servono e chi le produce
Scopri quanto costano le tegole fotovoltaiche, quali tipologie esistono e quante ne servono per un impianto da 3 kW: guida con prezzi e incentivi.
Scopri di più
Quanto costa riscaldamento a pavimento per 150 mq? Prezzi e voci di spesa
Scopri quanto costano kit, posa, massetto e pompa di calore, con le cifre al metro quadro e per 100 e 150 mq. Così fai il budget senza sorprese.
Scopri di più
Condizionatori Daikin: i modelli top tra recensioni, opinioni e difetti
Recensioni e opinioni sui condizionatori Daikin: modelli top Perfera, Emura e Stylish a confronto, difetti, prezzi per taglia e sfida con Mitsubishi.
Scopri di più
Pannelli solari per acqua calda ultima generazione: tipi, litri e prezzi
Scopri come funzionano i pannelli per l'acqua calda di ultima generazione, quanti litri producono per metro quadro, quanto costano e quanto durano.
Scopri di più

Domande Frequenti

Quanto costa una batteria di accumulo per fotovoltaico nel 2026?
Da cosa dipende il prezzo di una batteria di accumulo fotovoltaica?
Quali sono le fasce di prezzo di una batteria al litio per fotovoltaico in base alla capacità?
Quanto costa un sistema di accumulo da 5 kWh chiavi in mano?
Come si sceglie la capacità giusta della batteria in base ai consumi domestici?
Quanta energia serve in una batteria per un impianto fotovoltaico da 4,5 kW?
Quali caratteristiche della tecnologia LiFePO4 fanno aumentare il prezzo?
Quanto incide inverter, installazione e pratiche sul costo finale dell’accumulo?
Quali incentivi fiscali e detrazioni sono disponibili per le batterie di accumulo fotovoltaico?